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Ovada

Slot: enigma da sciogliere in tempi rapidi

Sta per scadere la deroga concessa dalla Regione Piemonte alla legge che tutela le aree in cui nascono scuole, ospedali, campi da gioco e luoghi di culto
OVADA - Cosa succederà in città con le attività che ospitano in città slot machines o videolottery? La domanda è di grande attualità, la risposta diventa sempre più urgente con l’avvicinarsi della scadenza della deroga, prevista per il 1° dicembre, della deroga indicata dalla Regione Piemonte. Dopo quella data dovrà essere rispettata, senza se e senza ma, la legge che impone il rispetto dei cosiddetti “luoghi sensibili”: entro i 500 metri, calcolati come percorso pedonale, non in linea d’aria, da scuole, luoghi di culto (non solo cattolici); impianti sportivi; ospedali e strutture sanitarie; strutture per categorie protette, luoghi di aggregazione giovanile e oratori; istituti di credito e sportelli bancomat; esercizi di compravendita di oggetti preziosi ed oro usati, stazioni ferroviarie, questi apparecchi da gioco non possono essere in funzione. Da Palazzo Delfino fanno sapere di non aver ancora esaminato a fondo la questione per verificare che tra le maglie del testo non ci sia qualche sorpresa. La questione infatti è ancora in via di definizione, visto che le norme derivano sia da una legge statale sia da una regionale, le quali sono a volte in conflitto.  Prevale però un principio all’interno degli uffici comunali: se la legge lo impone, l’ordinanza di divieto sarà automatica. Per com’è strutturata la città, ben pochi punti gioco non sarebbero oggetto della tagliola imposta dalla Regione. Non ne sarebbero immuni le agenzie scommesse all’interno del centro cittadino, così come tutti i pubblici esercizi che hanno scelto di trovare un posto per le “slot”.

C’è da dire che l’accordo raggiunto il 7 settembre tra governo ed enti locali dà sostanziale via libera alle normative che ormai in quasi tutte le Regioni prevedono severi distanziometri. In materia, l’amministrazione comunale ha già chiarito il suo indirizzo con il provvedimento che nel tutti i giorni compresi i festivi, dalle 9.00 alle 12.00, dalle 17.00 alle 19.00 e dalle 21.00 alle 2.00 Lassi di tempo in cui si impone agli esercizi commerciali, di qualsiasi natura, di tenere spenti e non accessibili i dispositivi elettronici. Con multe pesanti per i trasgressori. L’impianto del provvedimento ha tenuto anche in occasione dei due ricorsi depositati al Tar, con richiesta di annullamento, da Yesplay e Toys Italia, due operatori del settore. “Credo sia una vittoria di tutta la città – aveva dichiarato il sindaco, Paolo Lantero in occasione del primo pronunciamento del Tar - che non aveva mancato di far sentire all’Amministrazione la vicinanza ed il sostegno. E’solo un primo passo; attendiamo ora fiduciosi la pronuncia sul merito dell’ordinanza emessa in virtù della recente legge regionale.”. Ogni anno il gioco alle slot e l’azzardo in genere porta via alla popolazione in genere risorse per diversi milioni di euro.
26/09/2017
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