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Novi Ligure

Novi, una slot ogni cento abitanti

In città più di 80 esercizi commerciali "lavorano" con i videopoker, spesso nascosti in salette riservate. Il record delle macchinette mangiasoldi spetta a Serravalle Scrivia: 28 locali slot per 6 mila residenti.
NOVI LIGURE - Ottanta esercizi commerciali e una media di tre o quattro slot machines per locale. Da questi dati, tanto immediati quanto significativi, emerge chiaramente la situazione di Novi Ligure, dove la febbre del gioco sta diventando sempre più forte, in costante crescita, tanto che la regione Piemonte ha visto quadruplicarsi il numero di persone affette da ludopatia, con percentuali particolarmente alte nella provincia di Alessandria. Un campanello d'allarme da non sottovalutare, considerando che questo fenomeno è molto difficile da quantificare poichè i giocatori considerati in condizioni patologiche, cioè dipendenti dal gioco e condizionati da esso al punto da spendere gran parte delle proprie risorse economiche in questo genere di attività, difficilmente si rendono conto di essere tali e soprattutto raramente si rivolgono a strutture sanitarie per ricevere aiuto.

Novi, con una media di una slot machine ogni cento abitanti circa, è un chiaro esempio della situazione nella quale versa il nostro Paese: più uno stato affronta un periodo di recessione economica e più aumenta la spesa per il gioco d'azzardo e, paradossalmente, più le persone che sono a rischio di povertà, o che si trovano già in serie ristrettezze, tentano la fortuna al gioco, sistema che nella maggior parte dei casi porta al tracollo definitivo. Un fattore particolarmente significativo risulta essere la colocazione delle macchinette all'interno dei locali che le ospitano, facendo particolare riferimento alla situazione novese: nella stragrande maggioranza dei casi, gli esercizi commerciali che scelgono di ospitare le slot machines si trovano in periferia, all'interno di bar e tabaccherie frequentate principalmente da giocatori seriali.

Evidente il fatto che questo tipo di strutture rischiano di deturpare la tipologia di locali presenti nel centro storico, che richiamano una clientela differente, spesso formata da ragazzi giovani, famiglie con bambini e, perchè no, turisti e gente di passaggio, tutte persone interessate alla qualità del servizio, e non al gioco. All'interno delle poche strutture contenenti le slot nelle vie del centro, la scelta riguardo la dislocazione di queste appare ben precisa e mirata: le macchinette vengono nascoste da paraventi, oppure sistemate in zone meno visibili del locale, ad esempio in prossimità dei servizi igienici o del retrobottega, o addirittura in sale adiacenti al resto del locale, alle quali accedere previa autorizzazione da parte del titolare. Ormai bar e tabaccherie non hanno di certo nulla da invidiare alle più fornite sale slot, che a Novi si contano sulle dita di una mano, mentre gli altri proliferano giorno dopo giorno.

Un'ulteriore considerazione per quanto riguarda Novi: i maggiori fruitori di questo genere di apparecchiature sono gli anziani, che spesso si giocano la pensione, già esigua, per tentare la fortuna, ma anche gli extracomunitari, in cerca di riscatto da una vita spesso povera e difficile. Considerando che Novi Ligure è uno dei Comuni della Provincia di Alessandria con il numero più elevato di cittadini che hanno superato la soglia dei sessantacinque anni, e i molti stranieri residenti sul territorio comunale, risulta semplice comprendere il proliferare delle slot e soprattutto il notevole guadagno per gli esercenti che da esse deriva.

Ma qual è la posizione dello Stato di fronte al dilagare di questo fenomeno? Aprendo la home page del sito dei Monopoli di Stato, che raggruppa l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, si legge “L'Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato è il garante della legalità e della sicurezza in materia di apparecchi e congegni da divertimento e intrattenimento. L'Amministrazione intende valorizzare il ruolo sociale del gioco, la voglia di divertirsi con serenità, moderazione e senso di responsabilità. Fissare le regole e, nel contempo, farle rispettare, significa educare al gioco valorizzandone la funzione di aggregazione sociale, di momento di creatività e di comunicazione tra gli individui”. Belle parole, che tuttavia stridono un po' con i dati raccolti durante lo scorso anno in Italia: in tutto sono stati spesi circa 80 miliardi di euro per il gioco d'azzardo, il che significa che ogni italiano (ovviamente facendo un calcolo basato sulla media), ha impiegato 1300 euro nella speranza di ottenere una vincita in denaro.

Infine, diamo uno sguardo veloce alla situazione nei paesi limitrofi a Novi: dai dati emersi dal sito dei Monopoli nazionali relativi all'anno corrente, Serravalle Scrivia risulta essere un caso limite, con un rapporto abitanti-numero di macchinette per il gioco d'azzardo fortemente squilibrato: ventotto slot per una popolazione che supera di poco i 6 mila abitanti. Ad Arquata Scrivia sono presenti diciannove esercizi commerciali che ospitano al loro interno slot machines, mentre a Gavi, tenendo conto della popolazione inferiore, 6 mila contro 4 mila circa, il numero scende a sei. A Pozzolo Formigaro, con i suoi quasi 5 mila abitanti, se ne contano nove e a Stazzano tre su poco più di 2 mila abitanti, al pari di Vignole Borbera, che registra un analogo risultato sia nel numero di residenti che nel numero di esercizi che contengono le slot.
4/07/2013
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