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Società

Maltempo e danni: ora chi paga?

Responsabilità civile del Comune per gli eventuali danni riportati alle vetture a causa della caduta di alberi? L'ufficio assicurazioni dell'Ente consiglia in via cautelativa di avviare la pratica, ma tutto dipenderà dalla dichiarazione di "stato di calamità naturale". Che nel campo dell'agricoltura Coldiretti è già pronta a chiedere...
 CRONACA - La conta dei danni provocati dalla tromba d’aria che si è scagliata contro il territorio alessandrino nella giornata di lunedì 29 luglio è già iniziata. Per fortuna nessun ferito tra la popolazione, ma i danni ai mezzi fermi in sosta a causa della caduta di alberi, di tegole e calcinacci volati giù dai tetti, si sono fatti sentire. Eccome. E adesso ci si chiede: chi paga?
Per quanto riguarda la responsabilità civile per il danno causato da un albero o un palo crollati su una vettura, è necessario fare riferimento all’apposito ufficio assicurazioni di Palazzo Rosso. “Cautelativamente – spiegano dall’ufficio – la polizza assicurativa consiglia di aprire le pratiche per i sinistri”. Ovvero il consiglio per il singolo cittadino che ha “sfortunatamente” subito un danno causato ad esempio dalla caduta di una pianta, lungo un viale, è quello di presentare domanda all’ufficio assicurazioni comunale e aprire la pratica. Sulla reale possibilità di ottenere un rimborso dal Comune, però, ancora nessuna certezza. “Un volta che l’assicurazione avrà in mano tutte le pratiche aperte, valuterà caso per caso per ravvisare se la responsabilità civile è dell’Ente e se si deve pertanto proseguire con il rimborso”. Questo perché visto il possibile stato di “calamità naturale straordinaria” che ha colpito la città (e la provincia), non tutti i “casi” potrebbero rientrare tra quelli rimborsabili. Un esempio? Se l’albero che è crollato sulla vettura parcheggiata correttamente era già malato, o magari non aveva ricevuto le giuste cure, la giusta potatura, allora l’Ente comunale è obbligato a farsi carico del danno. Ma se i danni sono da imputare alla “straordinarietà” del maltempo, come “calamità naturale”, allora il rischio è che di rimborsi non se ne vedano.

Insomma tutto il contrario di quello che invece accade per il settore dell’agricoltura: in questo caso è necessario dichiarare lo stato di calamità naturale per poter anche solo pensare di ricevere dei rimborsi. E i passaggi sono piuttosto lunghi, visto che sono i singoli comuni a dove fare esplicita richiesta alla Regione Piemonte per poter avere stanziati dei fondi. “La conta dei danni è iniziata e noi siamo pronti a chiedere lo stato di calamità” ha dichiarato la Coldiretti Alessandria. Le tempeste estive, che con trombe d’aria, nubifragi e grandine che hanno colpito a macchia di leopardo hanno fatto salire ad oltre un miliardo il conto dei danni provocati all’agricoltura del Nord ovest. “Nella provincia di Alessandria è ancora presto per azzardare cifre ma sicuramente i danni maggiori sono stati riportati dalle strutture rurali, nello specifico capannoni e serre – affermano il presidente e il direttore della Coldiretti alessandrina Roberto Paravidino e Simone Moroni - Siamo pronti comunque a dichiarare lo stato di calamità. I nostri tecnici sono al lavoro per monitorare la situazione. Per quanto riguarda le produzioni, a farne le spese maggiori è stata la viticoltura, specialmente nell’acquese, anche se in tutta la provincia si contano alberi divelti e campi di mais spianati dalla furia del vento”. Preoccupazioni maggiori rivolte perciò alle colture e in particolare all’uva, ma l’attenzione viene rivolta anche alle strutture agricole e industriali: “si sta procedendo ad interventi di riparazione dei tetti per il timore che le tegole rimaste in bilico possano cadere. Continuano i sopralluoghi da parte dei tecnici della Coldiretti nelle zone danneggiate al fine di realizzare una mappatura per la segnalazione ai Comuni che dovranno sollecitare alla Regione Piemonte lo stato di calamità naturale”.
Ancora differente è il discorso per le imprese: in questo caso la competenza, anche se a totale valenza territoriale (cioè comunale), è della Protezione Civile: anche in questo caso è necessario richiedere lo stato di calamità naturale straordinaria, ma “noi fino ad oggi non abbiamo ricevuto richieste per risarcimento danni” ha spiegato Cristina Sinelli, responsabile Protezione Civile Alessandria. Che ha comunque ricordato come l’ultima occasione di “calamità” che la Regione ha attestato con fondi e rimborsi è stata l’alluvione che ha colpito il territorio nel 2009.
31/07/2013
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