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Ovada

Compie un anno l'Oasi Agrisolidale

E' il progetto col quale è stata recuperata cascina Rondinaria, tra agricoltura a chilometro zero e iniziative a sostegno delle fasce deboli
TAGLIOLO - Il nome scelto – Oasi Agrisolidale –, già di per sé, indica chiaramente il settore su cui Andrea Reina e Katiuscia Barberis hanno deciso di puntare per il futuro della loro attività. Una denominazione che riprende quella della società cooperativa avviata nel 2013 proprio dai due nuovi gestori. Dell’ormai ex cascina Rondinaria, passata alle cronache soprattutto per il blitz di carabinieri e Asl, che nel 2015 trovarono 20 cani senza vita (di cui 4 chiusi in un freezer, insieme ad un gatto) a pochi metri dall’ex pizzeria abbinata a un allevamento, rimane molto poco. Anche l’atmosfera sembra notevolmente cambiata in ossequi alle attività promosse dalla onlus “Aiutaci ad aiutare”, nata a Tagliolo qualche anno fa proprio per unire la coltivazione della terra e la promozione di prodotti a chilometri zero con il risvolto sociale e l’aiuto alle categorie svantaggiate. La ferrea volontà dei due nuovi gestori resta quella di voltare pagina, prendendo come modello cascina Coppetta di Tagliolo Monferrato, “base effettiva” della coop, dove da anni l’attività agricola si affianca ad iniziative benefiche per disabili e soggetti fragili.

Il primo compleanno della struttura di Tagliolo Monferrato – festeggiato nello scorso fine settimana – ha rappresentato l’occasione per tracciare un bilancio di quanto fatto nei mesi scorsi, con uno sguardo al futuro. «E’ stato un anno di transizione – spiega Katiuscia Barberis –. Abbiamo sostenuto spese importanti per i lavori effettuati e alcuni progetti sono rimasti momentaneamente in stand-by. Siamo alla ricerca di collaborazioni con altre realtà e di fondi per la realizzazione, tra le altre cose, di un parco giochi». E se da un lato resta la soddisfazione per la risposta degli ovadesi – e non solo –, assidui frequentatori del bar, pizzeria e ristorante situati lungo la strada della Caraffa, dall’altro si punta a perfezionare l’aspetto sociale dell’Oasi. «Proseguiremo la collaborazione con l’associazione Down di Alessandria e con lo psicologo – prosegue Barberis –. Nei mesi scorsi abbiamo dato lavoro a diverse persone svantaggiate, seguendo la filosofia della nostra Onlus».
   
9/06/2018
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