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Ovada

Casa di Carità: un convegno sul gioco d'azzardo

“Gioco d’azzardo patologico”, promosso dal Comune di Ovada, dal Consorzio Servizi Sociali dell’Ovadese e dalla Parrocchia di Ovada dal titolo, si svolgerà giovedì sera presso il centro formativo di via Gramsci

OVADA - Da anni è uno degli argomenti più discussi sul territorio. La piaga del gioco d'azzardo che, secondo i dati forniti dall’Amministrazione autonoma delle dogane e dei monopoli - elaborati dal Gruppo editoriale L’Espresso - porta ad una spesa annuale di circa 1.630 euro procapite, solo per le slot.  Quella di Belforte Monferrato, con la chiara influenza del centro commerciale accanto al casello dell’A26, risulta addirittura più alta: 1.800 euro. Il convegno di giovedì sera alla Casa di Carità sarà l’occasione per fare il punto su un tema sentito in tutto il territorio. L’incontro, promosso dal Comune di Ovada, dal Consorzio Servizi Sociali dell’Ovadese e dalla Parrocchia di Ovada dal titolo “Gioco d’azzardo patologico”, si svolgerà dentro l'aula magna del centro formativo di via Gramsci.

Si partirà da due aspetti ben distinti: la legge regionale con le considerazioni dell’avvocato Serena Dentico, del foro di Torino, che assieme al collega Vittorio Barosio ha difeso il comune di Ovada dai due ricorsi presentati dalle case da gioco contro l’ordinanza di limitazione delle fasce orarie emanata nell’ottobre 2016. Dal giorno in cui è stato varato il provvedimento è vietato giocare alle slot, tutti i giorni compresi i festivi, dalle 9.00 alle 12.00, dalle 17.00 alle 19.00 e dalle 21.00 alle 2.00, limiti all’epoca considerati abbastanza drastici. In queste fasce orarie gli apparecchi devono essere spenti. L’altro aspetto rilevante è rappresentato dalle testimonianze lette nel corso del suo intervento dalla psicologa Sabrina Dattilo, di chi ha aderito al gruppo di mutuo aiuto avviato proprio dal Consorzio Servizi Sociali per occuparsi dei casi di dipendenza da gioco più spinosi. “La nostra linea – spiega in merito il sindaco di Ovada, Paolo Lantero – non è cambiata. Ci interessa che gli apparecchi rimangano spenti nelle fasce orarie interdette al gioco. Devo dire che da parte degli operatori, seppur non contenti, c’è stato un comportamento molto rispettoso. Se alle attività del settore si può causare un danno, si pensi a quelli che la piaga del gioco provoca a chi ne è schiavo”. A completare gli interventi, l’attuale consigliere regionale Domenico Ravetti, l’assessore alle Politiche Sociali, Simone Subrero, il preside del Barletti Felice Arlotta e Elena Gualco della Casa di Carità, Alessandro Bruno del consiglio pastorale parrocchiale. 

18/04/2018
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