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Ovada

Caritas: in aumento le famiglie italiane, gli stranieri se ne vanno

Una persona su due tra coloro che si rivolgono allo sportello della Caritas per ottenere aiuti è italiano. A rivelarlo sono i numeri dell’attività del 2017 rivelati da Don Giorgio Santi: 46 famiglie italiane, nel complesso 108 persone, sul totale di 247 persone prese in carico dall’associazione Parrocchiale

OVADA - Il calcolo è approssimativo, ma indicativamente una persona su due tra coloro che si rivolgono allo sportello della Caritas per ottenere aiuti è italiano. A rivelarlo sono i numeri dell’attività del 2017 rivelati da Don Giorgio Santi: 46 famiglie italiane, nel complesso 108 persone, sul totale di 247 persone prese in carico dall’associazione Parrocchiale. “Un mito va sfatato: la Caritas non aiuta solo gli stranieri. Seguiamo – spiega il parroco assieme ai responsabili dello sportello di via Santa Teresa Roberto Ferrari e Gabriella Dagnino – 87 famiglie. Le modalità sono quelle di sempre: li ascoltiamo per capire quali sono i loro problemi: lavoro, rischio di perdere la casa, impossibilità di pagare le utenze. Ma la realtà è che chi può, in particolare gli stranieri, se ne vanno”.

La difficoltà più significativa viene dalla gestione dei prodotti Agea in arrivo dal Banco Alimentare. “Possiamo distribuirli – spiegano i volontari – a chi presenta un Isee inferiore a 3 mila euro all’anno. Voi capite quanta gente rimane esclusa. Il resto lo dobbiamo acquistare con i proventi della generosità degli ovadesi”. I pacchi di generi alimentari vengono distribuiti una o due volte la settimana, a seconda della gravità delle singole situazioni. C’è poi la mensa avviata qualche anno fa in collaborazione con il Consorzio Servizi Sociali: i numeri sono in calo, dal picco raggiunto l’estate scorsa, proprio perché molti stranieri se ne sono andati. Nel complesso in dodici mesi sono stati distribuiti 3.471 pasti.  Oltre agli italiani, lo sportello si occupa di 6 famiglie albanesi, 9 ecuadoriane, 9 marocchine, 7 romene, 4 peruviane, 2 polacche, 1 ciascuno per Angola, Colombia, Macedonia, El Salvador. La merce arriva anche dalle collette alimentari effettuate davanti ai supermercati e dall’aiuto di due gastronomie e un forno che mettono a disposizione l’invenduto.  Nonostante gli introiti sempre più bassi (27 mila euro in meno sul 2016) e le spese che crescono (più 8.500 euro) si continueranno a garantire sia la mensa «Amici a pranzo», sia l’iniziativa «Anche tu per Ovada», che coinvolge i migranti in lavori di manutenzione: quest’anno, si occuperanno del restyling delle panchine. “Una scoperta – conclude Don Giorgio – molti di questi giovani hanno molto da dare in termini di capacità personali e disponibilità”. 

21/03/2018
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