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Elezioni

Si vota, ma sappiamo come?

Dopo il fallimento del “Porcellum”, torna il maggioritario.
ELEZIONI - Archiviata la difficile legislatura a Grandi (poi Medie) Intese, il paese si avvicina ad una nuova tornata elettorale che potrebbe confermare la profonda spaccatura interna al paese. I sondaggi, indicano che Centro-sinistra, Centro-Destra e Movimento 5 Stelle rischiano di non avere i numeri per poter governare autonomamente. Il “Rosatellum”, approvato dopo un tortuoso passaggio parlamentare, prevede il ritorno dell’uninominale, abbandonato nel 2006 con l’approvazione della Legge Calderoli: il 61% dei seggi in entrambe le camere sarà sempre assegnato su base proporzionale (nazionale alla Camera, Regionale al Senato) con sbarramento al 3% per le liste singole, 10% per le coalizioni e 20% solo per il Senato, oppure per la Camera nelle regioni a Statuto Speciale.
Il 2% dei seggi, invece, sarà riservato ai cittadini italiani residenti all’estero, mentre il 37% dei seggi in entrambe le camere verrà eletto tramite il sistema maggioritario, che prevede la sfida fra i singoli candidati di partiti (come nel caso del Movimento 5 Stelle e di LeU) o coalizioni (centro-destra e centro-sinistra) in ciascuno dei 232 seggi della Camera e 116 del Senato.
Il sistema richiama quello in vigore fino alle elezioni politiche del 2001, ma con percentuali ribaltate: all’epoca, la legge ideata dall’attuale Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, prevedeva il 75% dei seggi assegnati tramite il sistema maggioritario ed il 25% con il proporzionale, senza nessuna rappresentanza per l’estero.
A differenza di quella legge, però, i cittadini riceveranno solo una scheda per ciascuna camera e non due, come invece avveniva fino al 2001. I cittadini con più di 18 anni potranno votare solo alla Camera, quelli con più di 25 anni lo potranno fare anche al Senato.

Il Piemonte si divide in due macrocollegi (Torino e il resto); la parte restante del Piemonte, si divide in Nord e Sud con 8 deputati eletti in ciascuna delle due circoscrizioni; il Sud del Piemonte, è composto dalle province di Alessandria (meno Casale), Asti ed il Cuneese. Ognuna di queste zone, a sua volta, è divisa a sua volta in collegi uninominali.
Gli elettori di Novi, Tortona, Alessandria, Ovada e paesi limitrofi voteranno assieme per il candidato al maggioritario. Salendo di un gradino, e tornando quindi alla divisione Nord-Sud, si voteranno in comune i candidati al proporzionale, che non potranno essere più di 4 per ciascuna lista nelle circoscrizioni e, in caso di risultato soddisfacente a livello nazionale (per la Camera) o regionale (al Senato), potranno essere ripescati quando non eletti. Per il Senato, bisognerà fare un ulteriore salto indietro: i due macrocollegi del Piemonte saranno validi per il proporzionale, mentre le suddivisioni Nord-Sud saranno valide per il maggioritario.
Questo sistema non renderà possibile il voto disgiunto, perchè votando per una lista nel proporzionale, la preferenza viene applicata automaticamente al candidato del maggioritario, nè eventuali accordi di desistenza, perchè la presenza di una lista nel proporzionale ne presuppone la sua presenza anche al maggioritario. 
4/02/2018
Enrico Varrecchione - redazione@ilnovese.info
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