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Provincia

La Provincia eredita una villa, un parco e... un cane corso

La Provincia di Alessandria ha accettato l'eredità lasciata da Alessandro Robazza, deceduto nel 2014: una villa di pregio, terreni e un cane di razza corsa, pare attualmente ospitato dal canile di Casale Monferrato. Tra gli altri punti approvati dal consiglio provinciale due ordini del giorno: il primo sull'impianto di pirolisi a Retorbido (Pavia), il secondo sull'Acna di Cengio
PROVINCIA – La Provincia di Alessandria ha accettato, con una delibera del consiglio provinciale, l'eredità lasciata da Alessandro Robazza, deceduto il 26 agosto 2014. L'uomo, 77 anni, ex direttore di banca, viveva a Casale Monferrato e non aveva eredi. Nel 2012 aveva depositato regolare testamento presso un notaio in cui indicava la Provincia di Alessandria erede universale dei suoi beni: una villa, alcuni terreni e un cane di razza corsa. “Dobbiamo ancora fare una valutazione dei beni lasciati in eredità, ma il valore dovrebbe aggirarsi attorno ai 500 mila euro”, ha comunicato il presidente Rita Rossa. Tra i beni ci sarebbe anche un cane, attualmente ospitato nel canile di Casale Monferrato. L'animale, in realtà, non figura nel testamento. Forse perchè acquistato successivamente al 2012 o forse perchè non configurabile come “bene”.. A dare comunicazione della sua presenza è stato lo stesso presidente Rossa ed è già, in qualche modo, diventato una sorta di mascotte per i dipendenti che ora si chiedono che fine farà il cane, visto che l'ente ha accettato, tramite la delibera, l'eredità.
Robazza sembra infatti che non avesse parenti in diretta linea successoria. Era un appassionato di animali esotici e, quando fu fatto un sopralluogo nella sua proprietà, a seguito della comunicazione del notaio, in casa vennero trovate numerose voliere.
All'epoca, a dare l'allarme della morte, fu un amico torinese dell'ex direttore di banca che, non sentendolo per diversi giorni, avvisò le forze dell'ordine. I carabinieri trovarono il corpo dell'uomo a letto, senza alcun segno di violenza, circostanza che fece presumere fin dall'inizio un decesso per cause naturali.

In una seduta senza opposizione (nel senso che i consiglieri di minoranza non erano presenti) sono stati approvati anche due ordini del giorno in materia ambientale.
Il primo, proposto da Giancarlo Caldone, è relativo ad un progetto di realizzazione di un impianto per il recupero e il trattamento di pneumatici fuori uso (Pfu) nel comune di Retorbido, in provincia di Pavia, sul confine con il Piemonte. Le preoccupazioni dei territori confinanti nell'area tortonese sono connessi ai rischi ambientali che, come ovvio, non riconoscono i confini amministrativi. Ma c'è anche il timore di un aggravio per la viabilità provinciale dovuta al transito di mezzi pesanti provenienti dall'alessandrino,che graviterebbero sull'area tortonese. “L'insediamento progettato - si legge nell'ordine del giorno – in relazione alle potenzialità dichiarate (massima capacità produttiva di 100 tonnellate al giorno di Pfu, tecnologia testata in Giappone ma non presente in nessun sito europeo, ndr) è in grado di generare un pesante impatto ambientale sul territorio, con la prospettiva che quelli in programma di pongano oltre che come elementi negativi per l'ambiente e il paesaggio locale, anche come ulteriori induttori di traffico di automezzi pesanti in un contesto caratterizzato da una viabilità provinciale obsoleta e vetusta, facendo gravare, ancora una volta, anche sui comuni limitrofi le conseguenze negative”.
Inoltre, “in relazione alla tipologia e caratteristiche tale impianto rischia di soffocare le attività esistenti e precludere, in questa zona, ogni altra attività”. “Tale progetto – si legge ancora – non può assolutamente essere confacente alla nostra tradizione agricola,turistica, anzi contrasta le valenze intrinseche del nostro territorio”.
Il consiglio provinciale, quindi, “esprime forte preoccupazione per la proposta di realizzazione dell'impianto” e chiede che l'ente “sia coinvolto nell'istruttoria di Valutazione di Impatto ambientale e di Autorizzazione Integrata Ambientale in quanto soggetto competente nella valutazione dei potenziali impianti che sicuramente il territorio Provinciale potrà subire dalla realizzazione di detto impianto”.

Sempre in tema ambientale è anche l'ordine del giorno proposto dal consigliere Aureliano Galeazzo relativo alla richiesta di derivazione idrica del fiume Bormida nell'area ex Acna di Cengio. Lo scorso giugno la società Eni Syndial ha presentato la richiesta per il rinnovo della concessione di derivazione dal fiume Bormida pari a 300 litri al secondo, nel comune di Millesimo. Nello studio di impatto ambientale, la richiesta viene motivata “per l'utilizzo negli impianti ancora oggi attivi (trattamento acque) nel sito ex Acna e per eventuali scenari di sviluppo futuro sull'area attualmente di proprietà di Syndial”. C'è quindi, sottolinea Galeazzo, “una forte preoccupazione tra la popolazione in quanto non viene specificato il motivo della richiesta e quali potrebbero essere questi 'futuri scenari'.”
E' ancora vivo il ricordo degli effetti dell'inquinamento prodotto da Acna in Val Bormida e, pertanto, con l'approvazione dell'ordine del giorno, la Provincia “assume l'impegno formale affinchè si intervenga presso la Regione Piemonte per far si che l'ente formuli un parere contrario rispetto alla richiesta formulata da Syndial, in quanto la stessa risulta priva di motivazioni oggettive idonee a concedere il rinnovo della derivazione idraulica sul fiume Bormida”.
28/10/2015
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