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Provincia

Il saluto del Colonnello Scandone: “Orgoglioso di essere stato vostro comandante”

Dopo tre anni il colonnello Enrico Scandone, comandante provinciale dei Carabinieri, ha annunciato durante la Festa dell'Arma che a settembre lascerà Alessandria. Nel suo discorso ha ricordato il “grande impegno dei 700 militari presenti sul territorio”, i militari caduti e quelli premiati. Nell'ultimo anno di attività, sono circa 400 gli arresti e 3.400 le denunce
ALESSANDRIA - “Più si riesce a guardare indietro, più avanti si riuscirà a vedere”: un pensiero che il comandante provinciale dell'Arma dei Carabinieri Enrico Scandone ha voluto condividere in apertura di cerimonia con i militari delle compagnie del territorio, i rappresentanti delle istituzioni, gli ospiti e le famiglie durante la tradizionale cerimonia in occasione dell'anniversario dell'Arma che si è svolta alla caserma Scapaccino di Alessandria. “Non un'autocelebrazione, ma una commemorazione per ricordare insieme chi ci ha preceduto sulla strada del dovere”, ha detto Scandone, il quale ha annunciato che a settembre lascerà il suo incarico di comandante, che ricopre da tre anni, per essere trasferito presso il Comando Generale a Roma. “Tutti i cambiamenti hanno la loro malinconia, anche quando sono previsti, perché ciò che lasciamo dietro è una parte di noi”, ha ricordato nel salutare i suoi collaboratori e le istituzioni, a partire dal prefetto Romilda Tafuri.
Nel suo ultimo discorso ufficiale alessandrino, il Colonnello ha ricordato le principali operazioni condotte dai militari del comando, chi non c'è più e chi si è distinto per aver compiuto il proprio dovere con particolare efficacia, mettendo spesso il cuore e il senso del dovere davanti alla propria incolumità.
“Il nostro territorio – ha detto - non registra fenomeni criminali allarmanti ma ogni carabiniere impegnato in pattuglia, nei servizi di polizia giudiziaria ed anche libero dal servizio sa che potrebbe confrontarsi con minacce impreviste che dovrà affrontare per garantire la sicurezza della comunità, rispondendo a quello che è il suo dovere istituzionale e, soprattutto, morale”.

Sono circa 3.000 reati di cui i militari sono risaliti ad individuarne i responsabili: circa 400 sono stati arrestati, 3.400 i denuncaiti. Numerose sono state le operazioni di servizio di ampio respiro che, tra l’altro, hanno consentito di arrestare gli autori dei 3 omicidi e 4 tentati omicidi perpetrati in provincia, di smantellare un’organizzazione criminale dedita ad estorsioni operante ad Alessandria con l’arresto di 15 persone, di trarre in arresto nel novese 5 pregiudicati e denunciarne altri 13 tutti dediti allo spaccio di stupefacenti, consentendo di sequestrare quasi 800 chilogrammi di droga.
“Sento il dovere di segnalare altresì che nel corso della cerimonia nazionale che si sta tenendo a Roma, il Presidente della Repubblica a breve consegnerà la medaglia d’oro al valor civile al maresciallo capo Andrea Ghiazza, del Comando Provinciale di Alessandria, attribuitagli per aver salvato, afferrandola al volo e trattenendola nel vuoto sino all’arrivo dei soccorsi, una donna che si era lanciata da un ponte nel tentativo di togliersi la vita”.
Durante la cerimonia sono stati premiati 25 militari distintisi per operazioni di servizio: le ricompense sono state consegnate dal prefetto e dai sindaci dei comuni ove operano i militari premiati a testimoniare il rapporto indissolubile che lega l’Arma alle comunità territoriali.
Importante anche il servizio di prevenzione svolto dai militari, con le 56 stazioni presenti in altrettanti centri della provincia, impegnate il circa 35 mila sono state le pattuglie organizzate. Sono state ricordate anche alle iniziative per la promozione della legalità e la lotta al bullismo, concretizzatesi attraverso 68 incontri cui hanno partecipato circa 4600 studenti delle scuole di ogni ordine e grado della provincia, e i 30 mila opuscoli distribuiti contro le truffe nei confronti della popolazione più debole.
“Non è facile – ha concluso Scandone - lasciare senza commozione questi compagni d’armi, questa città, questa gente e questa caserma in cui tanti anni fa sono entrato insieme a mio padre, anch’egli ufficiale dei carabinieri”.
6/06/2018
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