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City Sounds

Crisi dei live e strada chiusa, la fine del Mephisto

Dopo sedici anni ha chiuso il locale di Lu Monferrato. Lorenza ci racconta della festa di chiusura, della strada interrota e della crisi dei live, ma aggiunge: "Ho tempo un anno per cambiare idea, prometto che ci penserò fino al’ultimo giorno!"
CITY SOUNDS - Parliamo sempre delle band della zona e ne siamo più che contenti poiché è un punto di vista importante, altrettanto come quello dei gestori dei locali che permettono che la vita live delle band continui e si ampli sempre più. Poi però succede che alcuni locali chiudono, uno su tutti, un locale che per 16 anni ha costellato le serate di musica dal vivo della provincia con nomi di richiamo e di un certo livello come Cynic, Stef Burns, Kiko Loureiro, Jennifer Batten, Christian Meyer, Faso, Cesareo fino a Ministri e Linea 77. Il Mephisto di Lu Monferrato sabato scorso ha chiuso i battenti, un’ultima serata per salutare tutti quelli che lo hanno frequentato per anni, che sono saliti sul palco, che hanno cantato, gridato e suonato in quella che era un cantina diventata poi punto di riferimento per il rock, il metal e tutta la musica alternativa che è passata in provincia negli ultimi anni, in una apparente cantina che è diventata col tempo dimora del rock. Abbiamo fatto due parole con Lorenza Fiscaletti (la proprietaria e fondatrice del locale) qualche giorno dopo la chiusura.

Ma partiamo dalla fine. Come è stata e come è andata l’ultima serata del Mephisto?
L’ultima serata ovviamente è ansata benissimo, c’era tantissima gente, altra è rimasta fuori perché non è riuscita ad entrare. Da una parte è stata una grande soddisfazione, amici che sono venuti a salutare, recenti affezionati e frequentatori di vecchia data. Mi fa piacere che abbiamo rispettato la mia richiesta, ossia quella di godersi la serata, di non essere tristi, di sorridere e di non fare domande in merito alla chiusura del locale e così è stato. Un po’ di amarezza perché ho visto tanta gente che non avevo era mai stata al locale e per curiosità è venuta, altri invece che prima di ordinare al bancone da bere chiedevano i gadget della serata, ma vabbè. La cosa che più ci premeva era che venissero gli amici che ci hanno sempre sostenuto. Inoltre ci tengo a ringraziare i gruppi che hanno suonato a questa ultima serata, i Century perché sono tantissimi anni che vengono a suonare qui e gli Spin Off che non ne avevano mai avuto la possibilità.

Magari se nelle ultime settimane fosse stata quasi la stessa gente di sabato, il pensiero di chiudere non ti sarebbe venuto nemmeno lontanamente. C’è stato un po’ di rammarico nel vedere tutta questa gente che solo l’ultima sera è venuta?
Sì, perché si faceva il pienone con tributo ai Metallica, System of a Down, Pantera, però non è che si potesse farli tutte le settimane, si facevano due volte l’anno e forse erano anche troppo. Poi facevi il gruppo che faceva pezzi suoi e venivano solo gli amici, facevi magari il gruppo un po’ più conosciuto ed era ovvio che costassero di più le serate. La gente poi si lamentava del prezzo, però dovevano capire che il Mephisto non è un hobby ma un lavoro a tutti gli effetti con cui mantenere una famiglia. Non so se poi la gente non lo capisse o effettivamente girando pochi soldi i ragazzi non è che avessero quelle gran possibilità; però un locale è un’attività e di spese ne ha tante. Tantissimo rammarico (non voglio far polemica) anche per i gruppi della zona perché quelli che frequentavano il locale li potrei contare sulle dita di una mano. Non voglio fare nomi e non voglio recriminare nulla ma alcuni nemmeno venivano per bere una birra e chiedere la data; scrivevano via mail o telefonavano, poi la data la si faceva (perché non l’ho mai negata a nessuno) e le serate successive non si facevano più vedere. È successo anche che tra band non si guardassero i rispettivi live, se poi non ci si supporta tra chi vive della stessa esperienza, un locale che dà spazio poi non può vivere.

Escludendo la crisi economica che ha segnato un po’ tutte le attività, ci sono stati altri fattori che hanno portato a questo abbassamento di presenze ai live?
Sì, sicuramente anche quello ma io ho avuto un calo vertiginoso quando due anni fa hanno chiuso la strada provinciale tra San Salvatore e Lu Monferrato. Una parabola discendente pazzesca.

Anche l’aumento dei controlli sull’alcool ha fatto il suo?
A quello poi la gente si era abituata e si organizzavano senza problemi, certo se poi con la strada chiusa i chilometri da a fare aumentano anche i rischi si moltiplicano. Ma il grosso del problema è la strada; da quando è stata chiusa da San Salvatore e Valenza non veniva più nessuno.

Voi avete fatto reclami in merito a questo problema dell’interruzione della strada?
È più di due anni che è inagibile, abbiamo fatto varie lamentele insieme alle altre attività del paese. Nemmeno le indicazioni della strada interrotta sono corrette. Non gliene frega niente a nessuno. Non abbiamo ottenuto niente, solo promesse.

Cosa è cambiato nell’approccio delle band verso i locali negli ultimi anni?
Ma solo la partecipazione magari. Forse abbiamo pensato di offrire un trattamento consono e invece si trovavano tutti male. Chi lo sa!?!? In 16 anni, di lamentele non ne abbiamo quasi mai avute, magari poi tutti si lamentavano e non lo sapevamo ma non penso. Nessun gruppo è mai uscito senza ringraziare.

L’attenzione per il live magari è cambiata?
È calata in generale, festival che non vengono più fatti, costi troppo alti.

Un locale è massacrato a livello di spese per poter fare un live. Quali sono le voci che andavano ad incidere di più sul bilancio?
Sicuramente la SIAE, ogni mese erano davvero tanti soldi, quasi uno stipendio. Va bene pagare i diritti delle band che fanno cover ma quelli delle band che magari non sono nemmeno registrate no! Altra spesa era naturalmente la strumentazione che ha dei costi per offrire un palco di qualità, ci sono dei prezzi di acquisto e di affitto.

Rimane una frase scritta su Facebook dalla proprietaria, Lorenza che ringraziamo per l’intervista.
Magari non tutto è finito.

Un abbraccio a tutti, ma proprio a tutti, ci vediamo in giro! Lorenza P.S. Ho tempo un anno per cambiare idea, prometto che ci penserò fino al’ultimo giorno!  

31/05/2013
Nicholas David Altea - musica@alessandrianews.it
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