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Economia

Agricoltori: "L'imu uccide le aziende agricole"

Confagricoltura e Cia hanno lanciato il grido di allarme sugli effetti disastrosi della nuova Imu e di altri provvedimenti della Manovra Monti sul settore agricolo.
Confagricoltura e Cia hanno lanciato il grido di allarme sugli effetti disastrosi della nuova Imu e di altri provvedimenti della Manovra Monti sul settore agricolo. Alle ore 9 le due associazioni hanno parlato con Il Vice Prefetto Vicario Vito Cusumano. Alle ore 10, nella Sala del Consiglio Provinciale, le organizzazioni di agricoltori hanno illustrato le loro ragioni alla senatrice Leddi, al dottor Riccardo Molinari in rappresentanza della Senatrice Boldi, agli onorevoli Fiorio, Stradella e Lovelli, il Vicepresidente della Regione Cavallera, ai Consiglieri regionali Botta e Muliere, per la Provincia al Presidente Filippi, alla Vicepresidente Rossa, all’Assessore all’Agricoltura Rava, e a numerosi sindaci ed assessori comunali.

La numerosa delegazione agricola era guidata per Confagricoltura dal Presidente Paolo Coscia e dal Direttore Valter Parodi, per la Cia dal Presidente Carlo Ricagni e dal Direttore Giuseppe Botto.
“Una manovra del genere crea un clima di disagio per il settore agricolo -ha spiegato il presidente di Confagricoltura Paolo Coscia- Nella provincia di Alessandria in 10 anni si sono perse 10 mila aziende su un totale di 20 mila. Aggiungendo ancora questo balzello sarà difficile tenere delle aziende in piedi nei prossimi 10 anni. Noi siamo disposti a pagare in questo momento difficile per l'Italia. Ciò che chiediamo è però equità. Il problema qui è serio, si rischia la chiusura di molti -ha proseguito Coscia- Siamo in un periodo di crisi in cui, come tutti, siamo stati soggetti a molte tassazioni. Aggiungendo l'Imu si crea un carico fiscale non più sostenibile. Chiediamo il sostegno e l'intervento della politica”

Ciò che contestano le associazioni agricole è che l'Imu, la nuova Imposta Municipale Unica, colpirà direttamente gli agricoltori con un prezzo da pagare salato. L'imposta tasserà la produzione, e non la proprietà, perché i fondi agricoli e i fabbricati rurali sono strumenti di lavoro. Il Governo Monti avrebbe così volutamente ignorato due consolidati principi, l'uno tributario e l'altro economico. Infatti, varie sentenze hanno sancito che gli edifici, in quanto strumentali all'attività fondiaria, sono già tassati allorquando vengono pagate le imposte (Irpef e Ici) sui terreni. L'introduzione dell'Imu sui fabbricati rurali rappresenterebbe quindi una doppia tassazione. Aggiungendo a questo, dicono le associazioni agricole, che l'agricoltura è un settore notoriamente ad alta patrimonializzazione ma a bassa redditività, ovvero serve un alto capitale in immobili per produrre un piccolo reddito.

Quello che chiedono gli agricoltori non è essere esentati dai sacrifici richiesti dal piano “Salva Italia”. Si rivendica un atto di buonsenso in difesa di tutto ciò che l'agricoltura rappresenta e produce per il territorio.
All’Imu si aggiungono infatti la rivalutazione degli estimi catastali, l'aumento delle accise sui carburanti e la rideterminazione degli oneri previdenziali. A questi vanno sommati i tradizionali problemi del settore: la diminuzione dei consumi di beni alimentari, i gravosi oneri burocratici, i bassi prezzi alla produzione, le difficoltà di accesso al credito, i rapporti conflittuali con l'industria di trasformazione e la grande distribuzione organizzata, l'inadeguatezza delle infrastrutture. Così l'agroalimentare correre il pericolo di collassare e si tolgono stimoli ai giovani a investire nel settore. Ciò comporterebbe non avere più imprenditori agricoli, il che significherebbe non supportare più i nostri prodotti tipici, non poter più puntare sul Made in Italy alimentare, non avere più figure che con il loro operato rappresentano anche una salvaguardia in merito alla tutela del territorio.

In sintesi, i punti fondamentali del documento presentato dalle associazioni sono tre:
-Per salvare l’Italia, non si può far morire l’agricoltura.
-Il mondo agricolo non chiede particolari favori e vuole dare il suo contributo al paese, ma i sacrifici devono essere equi e sostenibili.
-Il Governo deve valutare nuovamente le stime di impatto dell'imposta per eventuali sue correzioni, avendo riguardo alle diverse funzioni degli immobili rurali.

L'assessore all'agricoltura della Provincia di Alessandria ha definito quello di Confagricoltura e Cia “Un approccio corretto e ragionato. Tocca perfettamente il cuore del problema, ovvero che le aziende agricole sono fortemente patrimonializzate a fronte di situazione di reddito molto basse. Si deve pensare a mettere in piedi un sistema compatibile in grado di non far morire le aziende”.A
Viste le proiezioni presentate dalle associazioni agricole, in cui si è evidenziato il pesante aggravio fiscale derivante dalla manovra che, in alcuni casi, rischia di far chiudere le aziende, i politici presenti hanno assicurato il loro impegno per interventi correttivi, purché le condizioni di bilancio lo consentano.
31/01/2012
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