Versione stampabile   Invia articolo a un amico   Scrivi alla redazione
Ovada

Verde pubblico: manca un piano

Le nostre piante sono le più adatte per un’area urbana come la nostra? I tigli sembrano funzionare bene, altre hanno difficoltà
 OVADA - La nostra città è ricca di verde pubblico, forse fin troppo. Tanto è vero che Palazzo Delfino da tempo sembra fare parecchia fatica a mantenerlo in ordine. Tanti alberi e tante aiuole richiedono una costante manutenzione e le maestranze comunali, sempre più esigue, fanno quello che possono. I viali cittadini necessitano periodicamente di potature e anche di trattamenti fitosanitari. «Ci vorrebbe uno studio complessivo per il verde urbano – ci ha dichiarato l’assessore ai Lavori Pubblici Simone Subrero – ma purtroppo, al momento non abbiamo fondi per effettuare un’operazione di questo tipo. Dobbiamo quindi andare avanti con la manutenzione ordinaria. Ogni anno nel bilancio destiniamo una cifra per la manutenzione di parchi e viali e cerchiamo di operare al meglio con un numero di dipendenti che si assottiglia, anche perché, con le attuali restrizioni, non è possibile sostituire chi va in pensione».

Ma le piante dei viali e dei giardini di Ovada sono le più adatte per un’area urbana come la nostra? Sì e no. Col tempo ci si è accorti che certi alberi, come per esempio le acacie (che in realtà si chiamano robinie) non vanno bene. Hanno radici superficiali che finiscono per demolire i marciapiedi. Molto meglio i bagolari (quelli sistemati qualche anno fa in corso Libertà). Sono piante robuste, hanno crescita non troppo rapida e soprattutto hanno radici profonde che non creano problemi in superficie. Anche i platani, maestosi e belli da vedere, danno qualche problemino: molti ricorderanno che, durante i lavori di riqualificazione di via Galliera, alcuni di essi furono eliminati, anche perché, date le dimensioni, la loro chioma “entrava” quasi nelle finestre delle abitazioni.

E poi ci sono i tigli, che sembrano “funzionare” piuttosto bene. Altre specie invece (di cui a momento non ricordiamo il nome) hanno difficoltà a reggere in un ambiente urbano. Un esempio è dato dall’ultimo tratto di corso Italia, nei pressi della rotonda di viale Stazione. Alcuni vecchi alberi sono seccati, sono stati sostituiti da altri che però hanno retto poco e sono stati a loro volta eliminati (ora ne mancano all’appello nove). Infine ci sono gli “storici” ippocastani che da anni lottano contro una malattia (alcuni non ce l’hanno fatta) e periodicamente vengono trattati per garantirne la sopravvivenza. Sempre a proposito di ippocastani, c’è da segnalare la vicenda dell’ultimo di quelli “deceduti”, cioè l’albero secolare che era situato in piazza Martiri della Benedicta (piazza rossa), di fronte al teatro comunale.

Non è ancora chiaro cosa sarà messo al suo posto: un tiglio (come quelli già presenti sulla piazza) o un distributore pubblico di acqua? L’assessorato ai Lavori Pubblici ci sta pensando su.

25/10/2012
Diego Cartasegna - redazione@ovadaonline.net
Versione stampabile   Invia articolo a un amico   Scrivi alla redazione


 
blog comments powered by Disqus



Taryn Donath Quartet apre la stagione del Macall? di Castelceriolo
Taryn Donath Quartet apre la stagione del Macall? di Castelceriolo
Gig Economy: la ricaduta dell'economia del lavoretto sugli alessandrini
Gig Economy: la ricaduta dell'economia del lavoretto sugli alessandrini
Gig Economy: il metodo d'indagine sulla provincia di Alessandria
Gig Economy: il metodo d'indagine sulla provincia di Alessandria
Antonio Albanese il prossimo 13 dicembre 2018 al Palatenda Alegas con "Personaggi"
Antonio Albanese il prossimo 13 dicembre 2018 al Palatenda Alegas con "Personaggi"
DIRTY DANCING FA SOGNARE LA PROVINCIA!! SOGNA INSIEME A NOI SABATO 8 DICEMBRE AD ALESSANDRIA
DIRTY DANCING FA SOGNARE LA PROVINCIA!! SOGNA INSIEME A NOI SABATO 8 DICEMBRE AD ALESSANDRIA
 Dirty Dancing- il musical, nella sua edizione speciale per i 30 anni dall'uscita del film
Dirty Dancing- il musical, nella sua edizione speciale per i 30 anni dall'uscita del film