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Novi Ligure

Inchiesta rifiuti, Andronico: "La società Sherpa non è coinvolta"

Sul conto della società sarebbero transitati 30 mila euro destinati a Ezio Guerci, uno dei soci. Ma il presidente Nino Andronico nega ogni coinvolgimento della srl: "La magistratura non contesta alcunché alla società o ai suoi amministratori. Non ci siamo mai occupati di smaltimento rifiuti"
NOVI LIGURE – Nega ogni coinvolgimento della società di cui è presidente nell’inchiesta sulla gestione dei rifiuti avviata dalla procura di Brescia. Nino Andronico, presidente della Sherpa srl di Novi Ligure, ha fatto sapere che la sua azienda non ha nulla a che fare con l’indagine sulle presunte irregolarità nelle procedure di smaltimento di rifiuti che ha interessato anche la nostra provincia e, in particolare, la società Aral di Alessandria.

Secondo indiscrezioni di stampa, sul conto della Sherpa sarebbe transitati 30 mila euro destinati a Ezio Guerci (socio della Sherpa) e pagati dall’imprenditore lombardo Paolo Bonacina per spingere la compagna di Guerci e allora sindaco di Alessandria Rita Rossa (che non è indagata) a cedere quote di Aral alla società A2A di Bonacina stesso.

La società Sherpa, fa sapere Andronico, non è però coinvolta nell’indagine. «Non ho mai conosciuto o sentito nominare Paolo Bonacina prima di leggerlo sui giornali – spiega – La Sherpa a mia conoscenza non si è mai occupata di problematiche direttamente afferenti lo smaltimento rifiuti. Pertanto mettere in riferimento l’attività della società con quanto sembra emergere dalle inchieste in corso è forzosamente falso, come le stesse indagini attestano non coinvolgendo direttamente l’attività della società con i fatti contestati».

«In modo marginale rispetto al merito principale dell’inchiesta ha ricevuto un avviso di garanzia un socio e amministratore della nostra società, Ezio Guerci, relativamente a presunto traffico d’influenze – afferma Andronico – Siamo certi che Guerci (che ha immediatamente rimesso il suo mandato di consigliere d’amministrazione) sarà in grado di fornire alla magistratura tutte le informazioni necessarie a rappresentare la propria correttezza di comportamenti. Purtroppo sugli organi di stampa sono apparse reiterate informazioni relative a un presunto coinvolgimento della società (e dei sui conti) nei fatti oggetto d’indagine. Esse sono destituite di ogni fondamento, non avendo la società mai emesso fatture che non corrispondessero a precise e documentabili attività di servizi, progettazioni o consulenze. Né la stessa magistratura ha avuto modo di contestare alcunché alla nostra società e ai suoi amministratori».

Tra i soci della Sherpa, insieme a Nino Andronico (ex direttore della Provincia, attuale presidente della Fondazione Marenco e direttore della Fondazione Slala) e a Ezio Guerci, figurava fino al dicembre scorso anche il figlio di Andronico, Francesco, consigliere comunale a Novi tra le fila del Pd e presidente della commissione Gestione del territorio.
25/07/2017
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