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Inchiesta partecipate

Se nella ragnatela ci resta un trota

For.Al: come ti formo le dinastie. Più che una ragnatela qui ci vorrebbe una rete vera e propria, magari di quelle da pesca, ma da fiume, da torrente o da lago, anche se siamo in pianura che più non si può

Vai a caccia di prede interessanti, seguendo il filo sottile ma resistente della ragnatela alessandrina che lega le società partecipate dai comuni di Alessandria, Novi e Tortona e magari anche di Ovada e cosa ti guizza in quella trappola: una vera e propria trota, non nel senso del pesce ma in quello dinastico, reso celebre da Bossi junior, il prode Renzo oramai universalmente riconosciuto come il Trota dal padre medesimo, il senatur Umberto Bossi, che usò questo pesce per definire il suo erede, impropriamente definito da altri il Delfino per la sua folgorante carriera politica. Come poteva definirsi Delfino un pesce padano, ma va là! Quello è una Trota.

Chi è la Trota alessandrina se non Marco Cavallera, giovane ingegnere, figlio di Ugo Cavallera, il vice presidente della Regione Piemonte, numero due pidiellino del presidente leghista Roberto Cota. Trota anche perché è stato pescato al vertice di una delle più intriganti partecipate alessandrine, la Foral, Consorzio per la formazione professionale nell’alessandrino, nato nel 1998 e della quale il Trota piemontese è stato direttore generale e non solo, cinquanta dipendenti e una mission sempre più attuale.

È una bella storia non di pesca, ma di favoritismi clientelari all’ennesima potenza questa vicenda del Foral alla quale Alessandria, Tortona e Novi “partecipano” con una quota del 10 per cento, mentre il resto è nelle mani di Confindustria Alessandria, Camera di Commercio, imprese private, altri Comuni. Bella storia di pesci, viene da sottolineare, ricostruendo l’origine politica di Foral, inizialmente presieduta dalla casalese postdemocristiana storica Edda Gastaldi, legata politicamente a un capo come l’onorevole – ecco l’accosto ittico – Triglia. Altro nobile pesce, magari più tirrenico che fluviale ma, in fondo, che c’entra?

Insomma, il Trota Cavallera approda, lui ingegnere meccanico con laurea molto discussa perché accreditata dopo un corso in Spagna dal Tar, ma stroncata dall’Ordine degli Ingegneri e dal Consiglio di Stato, alla direzione generale quando il presidente di Foral è abbastanza rocambolescamente diventato Marco Melchiorre, leghista volitivo ed estroverso, già assessore al Bilancio del Comune di Alessandria con la sindaco Calvo. Melchiorre non è un personaggio qualsiasi, come non è qualsiasi il suo avvento nel Foral.

Anche in questo caso c’entrano indirettamente i pesci, perché Melchiorre assessore ha in verità una passione più forte dei conti di Alessandria: la pesca subacquea nella quale è un maestro tanto determinato da “sparire” dai suoi uffici alessandrini per tuffarsi nel mar Rosso, dove diventa appunto “istruttore subacqueo”.

Sparisce senza comunicarlo per mesi, generando una specie di giallo nella politica locale, costretta a sostituirlo. Ma Melchiorre a un certo punto torna e cerca di rivendicare la sua titolarità di assessore, malgrado la sede sia stata vacante, mentre lui inseguiva la fauna e la flora fosforescente del mar Rosso con i suoi allievi. Torna e riesce a essere reintegrato nella giunta, dopo avere minacciato querele e contrastato gossip e leggende metropolitane secondo le quali aveva addirittura presentato note spese di trasferta al Comune alessandrino.


Tra una fiocinata e una telefonata Melchiorre non si è certo calmato, anzi agguerrito più che mai cerca di contendere al noto e futuribile Maurizio Grassano la poltrona di segretario provinciale della Lega, che alla fine lo espelle.

Ma Melchiorre non è uno che sparisce tanto facilmente, come la risalita dal Mar Rosso aveva già dimostrato, se è vero che qualche anno dopo “ritorna a galla” è il caso di dirlo, per grazia ricevuta dal sindaco di oggi Fabbio che lo incorona dove? Ma al Foral, ovviamente.

È qui che spunta molto presto il nostro Trota, cioè il giovane Cavallera che con una carriera folgorante da insegnate in un laboratorio Foral di Novi brucia tutte le tappe e diventa, per volontà di Melchiorre, direttore generale: ma non era in dubbio perfino la sua iscrizione all’Ordine? E non sarà mica che la folgorante nomina alla presidenza di Melchiorre aveva nei suoi retropensieri proprio l’investitura del Trota, che bisognava o no sistemarlo per mettere in pace il suo potente signor padre?


Nel mondo e nella ragnatela delle partecipate tutto è possibile, soprattutto quando c’è da piazzare amici e parenti degli amici...

Ma la coppia dell’ex istruttore di sub nel mar Rosso e della Trota piemontese, laureata in Spagna al vertice del consorzio che dovrebbe formare al lavoro i giovani alessandrini, si “scoppia” presto. Divergenze, magari sui metodi di pesca o tra l’acqua dolce e quella salata? Non si sa bene ma si conoscono gli scontri duri tra il presidente e Cavallera junior, scoperto con le mani nel sacco, dopo che ha costituito con altri due dipendenti Foral una società per la formazione che fa concorrenza alla ditta nella quale è inopinatamente diventato direttore generale.

Povero Trota 2 che fine è destinato a fare, ora che lo hanno buttato a mare o in qualche fiume? I gossip alessandrini, sempre molto affilati, suggeriscono che tra l’istruttore sub e l’ingegnere-Trota ci sia stato anche qualche dissapore per singolari tenzoni femminili. Ma si sa il gossip corre un po’ tanto facilmente quando di mezzo ci sono personaggi che, certo, non evitano la pubblica ribalta.


Marco Cavallera non si da, comunque, per vinto e lui, ingegnere (?!), vince un bel concorso della Pubblica amministrazione per diventare direttore dei servizi culturali del Comune di Valenza. Che abbia di straforo preso una laurea triennale in Storia dell’Arte?

Le strade del Signore o meglio i rami dove si arrampicano le ragnatele delle partecipate sono veramente infinite...il supertecnico con marchio di fabbrica magari discusso, ma inequivocabilmente ingegneristico va a discettare di cultura nella sfavillante città valenzana.

E Melchiorre? Anche per lui la strada del Foral si interrompe bruscamente. Viene sostituito con un blitz da un personaggio importante che merita di essere ben esaminato perché il suo ruolo così centrale nel sistema di potere ha un valore emblematico nel girone delle Partecipate: si tratta di Nicola Tattoli, dottore commercialista, membro dell’Ordine, revisore dei conti dei Comuni di Novi e Alessandria, già membro della direzione provinciale di Forza Italia, vicino, ovviamente a Ugo Cavallera, il papà del Trota 2.

Tattoli è veramente un autorevolmente e professionalmente superincrocio tra i conti e i bilanci dei Comuni a lui sottoposti e le partecipate. Tra l’altro è anche revisore dei conti di Argental, la società che Alessandria lancia e poi chiuderà e di cui lui è anche creditore. Insomma controllore e controllato. In fondo il minimo che possa succedere su e giù per una Ragnatela. O, per restare sul tema iniziale, sott’acqua. 
 
23/12/2011
Franco Manzitti - redazione@ilnovese.info
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