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Ovada

Sanità: l'assessore Saitta a confronto con i sindaci dell'Ovadese

L'incontro è andato in scena la settimana scorsa a Villa Bottaro, nel corso di un evento organizzato dal Rotary Club "del Centenario" di Ovada. L'ex presidente della provincia di Torino ha difeso il lavoro svolto negli ultimi tre anni

OVADA - E' un tema che coinvolge tutto il territorio, dal novese al concentrico di Acqui Terme, fino allo sconfinamento in Liguria, nei comuni della Valle Stura. L'incontro tra il sindaco di Ovada, Paolo Lantero - seduto a fianco degli omologhi Rocchi Muliere di Novi Ligure e Ivana Maggiolino di Silvano d'Orba (nonché attuale presidente dell'assemblea dei sindaci dell'Ovadese) - e Antonio Saitta, assessore alla sanità della Regione Piemonte, è andato in scena la settimana scorsa a Villa Bottaro, nel corso di una serata organizzata dal Rotary Club "del Centenario" di Ovada. Da un lato l'ex presidente della provincia di Torino ha difeso il lavoro portato avanti negli ultimi tre anni, necessario per assicurare la sopravvivenza del sistema sanitario piemontese. Dall'altro il primo cittadino ha ricordato come, per garantire il buon funzionamento del servizio, occorre trattare allo stesso modo centro e periferie.

“Servono servizi sui territori – ha fatto presente Lantero -  tagliare troppo sulle periferie rischia di danneggiare il centro. Ovada potrebbe fare da modello, ma se mancano gli anestesisti si finisce per le fare le Tac a Novi, allungando le liste d’attesa. Idem per il Pronto soccorso: pure i codici bianchi da Ovada vanno a Novi, mettendo in affanno l’ospedale. Bisogna recuperare il concetto di rete di cui si parla”. Per contro Saitta ha chiesto prudenza quando si parla di tagli ai servizi perché, farlo con troppa disinvoltura, potrebbe produrre l'effetto boomerang per gli ospedali, con i cittadini che li credono ormai svuotati di prestazioni. “Abbiamo reso la rete ospedaliera più efficiente, creando una gerarchia tra le strutture in una logica di sicurezza – la risposta dell’assessore - differenziando tra quelle per fasi acute e il resto dell’assistenza. L’ospedale sotto casa non serve più”.I

19/04/2018
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