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Inchiesta partecipate

Quelle storie del For.Al

La vicenda del Foral è un caso emblematico, che ci permette di analizzare la gestione di questi enti provinciali che spesso sfuggono addirittura al controllo dei soci, pubblici e privati, che li hanno costituiti
Il Foral, Consorzio per la formazione professionale nell’alessandrino, nasce nel 1998 grazie alla decisione della Regione Piemonte di dismettere i suoi centri di formazione professionale. I comuni alessandrini in cui hanno sede le scuole regionali (Novi, Alessandria, Valenza e Casale) insieme a partner privati di peso come Unione Industriali, artigiani, Associazione Piccole Imprese, Camera di commercio, danno vita al nuovo ente che eredita attività e strutture dalla Regione Piemonte. A guidare il Foral nella sua fase di avvio viene chiamata allora Edda Gastaldi, una casalese democristiana di ferro, già legata politicamente dell’onorevole Triglia che sgancia il neonato consorzio dai padri fondatori facendone un suo piccolo feudo personale. Gastaldi resta presidente per due mandati, e poi cede la poltrona all’ingegnere alessandrino Francesco Capua, in quota al Partito dei Comunisti Italiani (Pdci). Ma la casalese non molla e resta amministratore delegato del Foral.


Una vicenda, quella del Consorzio per la formazione professionale nell’alessandrino, costellata di personaggi curiosi. Come Marco Melchiorre, già assessore al bilancio del Comune di Alessandria al tempo del sindaco Calvo. Nel 1995 mollò l’incarico di assessore nella giunta alessandrina per seguire la sua vera passione: fare l’istruttore di sub sul mar Rosso. A distanza di pochi mesi Melchiorre tornò nel capoluogo, disse di non aver mai dato le dimissioni e minacciò tutti di querele.

Pochi anni dopo Melchiorre prova a contendere a Maurizio Grassano la poltrona di segretario provinciale della Lega, ma viene espulso dal partito. Torna in pista pochi anni dopo, quando viene chiamato dal sindaco di Alessandria Piercarlo Fabbio a rappresentarlo nel consiglio di amministrazione del Foral, dove si distingue subito per l’aver intitolato la sede di Valenza del consorzio per la formazione a suo nonno, Vincenzo Melchiorre, noto orafo della Città dell’oro.

Ma Melchiorre non si limita a occuparsi dei suoi “parenti”. Si occupa anche dei parenti degli altri, in particolare del figlio dell’attuale vicepresidente della Regione Piemonte, Ugo Cavallera.

Marco Cavallera è un giovane ingegnere meccanico che da insegnante di officina del Foral di Novi con Gastaldi prima e Melchiorre poi sorvola tutti i gradi del comando, fino a divenire direttore generale provinciale del Foral e guadagnandosi tra gli ambienti politici alessandrini il soprannome di “piccolo trota”.

Marco Cavallera, nonostante la giovane età, è già stato oggetto di un contenzioso al Consiglio di Stato. Infatti, dopo aver conseguito la laurea triennale in ingegneria meccanica a Alessandria, decide di iscriversi all’ordine degli ingegneri. Ma il suo titolo di studio non è congruo, e quindi il “trota” nostrano riesce a farsi passare come ingegnere spagnolo e quindi a farsi riconoscere dal Tar del Lazio il titolo di ingegnere anche in Italia. Ma l’ordine degli ingegneri non ci sta, e ottiene dal Consiglio di Stato la radiazione del Cavallera dalle sue file.


Con cotanto curriculum, e soprattutto con cotanto padre, il Cavallera junior riesce a divenire direttore generale del Foral. Ma l’idillio è breve, tanto che è Melchiorre stesso che accompagna Cavallera alla porta del Foral, dopo aver scoperto che l’ingegnere spagnolo ha costituito, con altri due dipendenti del Foral, una società di formazione che si pone in concorrenza diretta con il Foral stesso di cui Cavallera è direttore.

Ma Marco Cavallera è un ragazzo in gamba e trova subito un altro posticino. Vince un concorso che fa storcere il naso a molti ed entra nella pubblica amministrazione, diventando dirigente dei servizi culturali del Comune di Valenza.

Neppure Melchiorre esce indenne dalla vicenda: viene rimosso dalla poltrona di presidente del Foral e al suo posto entra Nicola Tattoli, membro dell’ordine commercialisti di Alessandria e già revisore dei conti dei Comuni di Novi e Alessandria, già membro della direzione provinciale di Forza Italia e mandatario elettorale di... Ugo Cavallera. In particolare, oggi Tattoli è presidente del collegio revisori dei conti del Comune di Alessandria, e ha avuto un ruolo fondamentale nel far saltare in evidenza le criticità del bilancio del comune capoluogo, che oggi è sull’orlo del commissariamento. Inoltre, Tattoli è anche revisore dei conti di Argental, la società creata dal comune di Alessandria – e poi messa in liquidazione – di cui Tattoli curiosamente è anche creditore.

La nomina di Tattoli a presidente suscitò perplessità proprio per il suo ruolo di revisore del comune di Alessandria, socio del Foral: Tattoli è presidente di una società del Comune, ed è contemporaneamente controllore dei conti del Comune stesso. Insomma, controllore e controllato.

E intanto il consorzio che fa? Difficile dirlo: sul suo sito, in barba alla legge, non è possibile neppure sapere quali siano, oltre a Tattoli, i membri del consiglio di amministrazione.

23/12/2011
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