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Alessandria

Per i creditori una somma forfettaria che mette a rischio le aziende

La prospettiva "semplificata" che la giunta potrebbe adottare in merito al saldo dei creditori del Comune varia dal 40 al 60 per cento di restituzione del debito. Una prospettiva non troppo positiva per aziende e partecipate (come ad esempio Atm). Intanto in questi giorni potrebbe prendere il via il tavolo interministeriale...
 ALESSANDRIA - Forse manca ormai davvero poco all’apertura del tanto atteso tavolo interministeriale per il caso Alessandria. O comunque per delineare ancora gli ultimi aspetti, in una sorta di “ultimo incontro” prima dell’avvio vero e proprio del tavolo. Questa è la nota positiva che sembra emersa dall’incontro di ieri con i parlamentari e i sindacati Cgil, Cisl e Uil. E’ l’ex ministro Renato Balduzzi ad aver lasciato aperta la speranza di un “qualcosa di quasi pronto per iniziare” proprio tra oggi e domani. Stessi giorni in cui anche il primo cittadino sarà nella capitale per incontrare (oggi, martedì 21 maggio) il ministro Delrio e in vice ministro Bubbico (nella giornata di mercoledì).
La speranza che si possa pensare ad Alessandria come “caso pilota” si fa sempre più grande, anche dopo la nota di ieri (che è datata 17 maggio) dell’Organismo straordinario di liquidazione in materia di crediti e creditori. “Siamo i primi ad operare nel dissesto con la nuova normativa – ricorda l’assessore Matteo Ferraris proprio a giustificazione di Alessandria come primo caso che deve affrontare questa materia – Anche se altre 49 realtà stanno iniziando a temere e a prendere la strada del dissesto trasversale”.

Da un lato c’è infatti lo Stato che, con questa nuova normativa, ti dice “Alessandria, ti devi raddrizzare da sola”, ma dall’altro c’è tutta la mole in mano ai commissari dell’Osl che fa riferimento a tutti quei creditori che sono anni che attendono di essere pagati dal Comune. E il documento dell’Osl oltre a fare il punto sul lavoro che i tre commissari hanno seguito, e continuano a seguire, sulle domande pervenute dai fornitori di Palazzo Rosso che vantano crediti dal Comune, fa anche una sorta di prospettiva sul futuro di questo denaro. Si riusciranno a reperire le risorse per provvedere a saldare questi debiti? E se si, in che modo? Dove? In che tempi?
Le principali fonti di finanziamento per far fronte alla massa passiva (quella teorica era di 216 milioni che oggi in pratica – attraverso le domande anche non ammesse – si sta “sensibilmente ridimensionando”) sono i “residui attivi”, ovvero i crediti relativi a gestioni pregresse che devono però rientrare nelle tasche del Comune, oltre a eventuali contributi statali e ovviamente con il patrimonio dell’Ente, alienando tutto ciò che si può vendere. E nonostante ciò le risorse non sarebbero comunque sufficienti, tanto è vero che i commissari parlano esplicitamente della necessità che la gestione ordinaria del Comune arrivi a produrre un avanzo di amministrazione per reperire quelle risorse che potranno poi arrivare a “risarcire” i creditori attraverso una somma forfettaria che va dal 40 al 60% del debito. Quella che l’Osl ha chiamato “procedura semplificata” e che sarà quella che indicherà all’amministrazione di Rita Rossa.

Quindi con esempi molto semplici: un fornitore del Comune, sia esso una partecipata o un privato, che vanta un credito nei confronti dell’ente, non solo non sa in che tempi riuscirà a recuperare la propria somma ma sarà solo una parte, “molto più probabile si tratti del 40%, rispetto al 60” ha precisato l’assessore Ferraris. Una percentuale che si deve calcolare sulla somma complessiva e reale della massa attiva che fino alla fine dell’anno appena trascorso si aggirava sui 150 milioni. Oltre ai tempi di attesa che già perdurano da anni (visto che alcuni fornitori attendono da prima della fine del 2011), ora si aggiunge anche la “quantità” a creare problematiche evidenti: “una partecipata come Atm, rischia infatti di chiudere i battenti se del credito che vanta riesce a recuperare solo il 60%” afferma il suo presidente, Cermelli. E quello di Atm è solo un caso su mille che non coinvolge solo grandi aziende ex municipalizzate, ma anche piccole e medie imprese o piccole ditte, che hanno a carico dipendenti e altrettanti lavoratori, stipendi e famiglie. “E’ questo il problema” ha confermato l’assessore Ferraris, dando credito e atto all’affermazione e alla prospettiva ipotizzata dal presidente di un’azienda come Atm. All’interno della massa passiva dei 216 milioni teorici rientrano anche i 32 che il Comune deve a se stesso, ovvero all’Osl come differenza tra i residui passivi pagati nel 2012, fino alla data di deliberazione del dissesto, e i residui attivi incassati nello stesso periodo. Questo credito va rimborsato in pre-deduzione, ovvero è un credito privilegiato rispetto a tutti gli altri. “Si tratta della somma che è stata inserita nel bilancio stabilmente riequilibrato – spiega Ferraris – e che deve essere preso in esame dalla commissione del Ministeri dell’Interno, per vedere se può essere considerata una posta in bilancio. Qualora il titolo fosse ritenuto valido, allora, questa somma rientrerebbe nei 216 milioni di massa passiva (teorici, visto che le nuove somme non sono ancora state definite dall’organismo straordinario di liquidazione).

Insomma una situazione ancora poco chiara e non ben definita che ad esempio Mauro Traverso in un commento definisce come “reale impossibilità a recuperare il credito stesso”, per una questione “di legge”. Il riferimento è alla disapplicazione di una norma (non abrogata della finanziaria 2004 -art. 31, comma 15, L. 27 dicembre 2002, n. 289, come modificato dall'art. 4, comma 208, L. 24 dicembre 2003, n. 350) che trae facilmente in inganno secondo Mauro Traverso: “la possibilità che i commissari possano chiedere un apposito mutuo a carico dello Stato per compensare la differenza tra quanto dispone il Comune rispetto a quanto serve per saldare i debiti del dissesto in realtà non esiste”.
Ancora una volta il Comune potrà contare solo sulle proprie forze? E come? Infatti l’ipotesi forfettaria del 40-60% in tempi (forse) brevi è una possibilità per i creditori, oppure un obbligo? Oppure possono scegliere di riavere il 100% del credito, anche se in tempi più dilatati? Questa e molte alte domande sul come, dove, quando reperire risorse forse potranno essere in parte chiarite nel corso della commissione consiliare Bilancio cui i commissari hanno deciso di prendere parte tra la fine del mese di maggio e i primi di giugno.
21/05/2013
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