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Economia

Industriali ottimisti: “segnali positivi”

Gli industriali della Provincia guardano con ottimismo al prossimo trimestre. Lo dicono i dati dell'indagine congiunturale di Confindustria. Ma i sindacati replicano: “non si vedono ricadute occupazionali”
ECONOMIA – Per Confindustria "tutto va bene", per i sindacati un po' meno. La prima porta a supporto dell'affermazione i dati della 172esima indagine congiunturale. I secondi la sensazione che respirano quotidianamente.

Stiamo ai dati: per gli industriali “si preannuncia favorevole la dinamica dell’economia globale per il trimestre d’autunno, che conferma il trend in crescita già rilevato nei mesi trascorsi. Anche a livello locale le aspettative degli imprenditori si mantengono in terreno positivo sia per l’occupazione che per la produzione, per gli ordini totali ed export, per la reddititività e per la propensione ad investire e per l’utilizzo degli impianti, a differenza di un anno fa, quando i principali indicatori erano tutti sotto lo zero”.

Gli indici vengono tracciati sentendo un campione di 123 aziende, indipendentemente dalla dimensione. I dati del 2017 continuano ad essere positivi: quello di previsione dell’occupazione è a +9, quello degli ordini totali a +20, e sono in aumento gli indicatori della produzione che sale a +24, quello degli ordini export a +14 e quello della redditività a +10.
La previsione di ricorso alla cassa integrazione si mantiene molto bassa ed è ancora in diminuzione, è formulata dal 3% degli imprenditori del campione, così come sono sempre in netta maggioranza gli intervistati (il 79%) che prevedono invariata l’occupazione. Il grado di utilizzo degli impianti permane elevato al 77% della capacità, ed è sempre alta anche la propensione ad investire, che segnala investimenti significativi o marginali, che è dichiarata dal 75% degli intervistati. Si conferma ad un livello accettabile il ritardo negli incassi che è in diminuzione ed è segnalato dal 30% degli imprenditori, e l’indice di chi ha lavoro per più di un mese è al 78%.

Analizzando i diversi settori produttivi le previsioni più ottimistiche arrivano dal settore metalmeccanico e l’alimentare, che mostrano indicatori tutti positivi ed in maggioranza in crescita.
Il comparto della gomma-plastica registra attese nel complesso positive, seppure in calo rispetto allo scorso trimestre, e il settore della chimica presenta dati in diminuzione anche se mostra sempre buone le previsioni degli investimenti significativi.

Sono decisamente positivi i riscontri che emergono dalla rilevazione riferita al settore dei servizi alle imprese: occupazione a +9, il livello di attività a +15, nuovi ordini a +20 e ordini export a +11. E’ in netto miglioramento il dato della redditività che sale a +19, ed è discreta la propensione ad investire.

“L’economia avanza oggi in un quadro dinamico – commenta Luigi Buzzi, Presidente di Confindustria Alessandria – Secondo il Centro Studi Confindustria “La crescita globale si consolida”: i ritmi attuali sono del +3,0% (ha toccato il ritmo più alto dal 2010) e se ne prevede il mantenimento anche nel 2018.
Anche la nostra indagine locale presenta ancora dati positivi, come lo scorso trimestre, e con notevole differenza rispetto a quelli negativi dell’anno precedente. Sono da evidenziare, in particolare, il dato previsionale molto solido relativo alla produzione, e resta buona e significativa anche la propensione ad investire, di certo pure per l’avvicinarsi della scadenza degli attuali incentivi fiscali che hanno indubbiamente catalizzato gli investimenti in beni strumentali in questo anno. Rimangono robusti anche i segnali sugli ordini, anche nella nostra provincia confermando il trend favorevole degli ordini interni, e contemporaneamente con ulteriori buone previsioni sull’export che, come sappiamo, è da noi molto forte.
In questo scenario dobbiamo quindi impegnarci a sostenere il valore del “Made in Italy” delle nostre imprese: accrescere ancor più gli investimenti e sfruttare al meglio le opportunità che l’export ci prospetta sul fronte della competività della nostra produzione locale, risorsa d’eccellenza nel mondo”.

Dati che, però, a livello pratico, sembrano non tornare ai sindacati, alle prese in questi giorni con il caso Ilva, la cessione della 3M di Predosa e la crisi che sembra investire la Mossi & Ghisolfi, un colosso da 2 mila dipendenti in tutto il mondo.
“E' possibile che si siano indicatori positivi – commenta il neo segretario provinciale Cisl Marco Ciani – ma non corrispondo a ricadute occupazionali”. Per dirla in altre parole, “non vedo nuova erba verde”.
Secondo Confindustria, però, occorre valutare la situazione in modo dinamico, e non statico. “Ci sono anche imprese in espansione. Cambiano le modalità di lavoro e le formule contrattuali, ma per effetto di una legge nazionale approvata dal Parlamento (in riferimento al Jobs Act, ndr). Il modello precedente non era più sostenibile”.
18/10/2017
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