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Ovada

Il vertice Cota - Burlando non scongiura i tagli sull'Acqui - Genova

La proposta è quella di avviare un tavolo tecnico col Ministero per verificare la possibilità di rimodulazione degli Intercity fra i due capolluoghi per reperire maggiori risorse
OVADA - Due mesi di battaglia aperta, reciproche accuse sembrano essere di colpo svaniti ieri pomeriggio al termine dell’incontro tenutosi a Genova tra i due presidente di Regione, Claudio Burlando per la Liguria, Roberto Cota per il Piemonte, uno stuolo di assessori fra i quali Enrico Vesco e Barbara Bonino con la competenza sui trasporti per i rispettivi enti. Al vertice hanno partecipato anche le direzioni regionali dei Trenitalia e Rete Ferroviaria Italiana. Nel dettaglio, le risorse per non tagliare le linee sovra regionali, non solo la Acqui – Genova ma anche Torino-Genova, Torino-Savona-Ventimiglia, Cuneo-Ventimiglia dovranno arrivare dalla rimodulazione dei collegamenti Intercity tra i due capoluoghi. Per questo motivo sarà chiesto al più presto un summit con il Ministero dei Trasporti. Tuttavia non è arrivata nessuna garanzia sul rientro dei tagli.

Al termine cantano vittoria i protagonisti, da ambo i versanti. Dalla Liguria, il consigliere regionale del Partito Democratico, Nino Oliveri, molto attivo nell’ultimo periodo sulla questione, che ha definito i prossimi giorni “decisivi per trovare una quadra”. Sull’altro fronte è lo stesso presidente Cota che fa notare come sia stata accettata la proposta della Regione Piemonte. “Sono soddisfatto del buon esito del tavolo di oggi sul trasporto ferro tenutosi a Genova presso la Regione Liguria – ha spiegato al termine - Davanti ai continui tagli dello Stato le Regioni non devono litigare tra loro ma trovare come in questo caso soluzioni concrete nell'interesse dei cittadini. L'unione, si sa, fa la forza”.

Fuori, il presidio organizzato dal comitato degli utenti della Cuneo – Ventimiglia, tra le linee per cui il Piemonte ha tagliato le risorse, al quale si è affiancato lo stato maggiore cuneese di Sinistra, Ecologia e Libertà. Sullo sfondo i numeri della linea Acqui - Genova, sconcertanti anche per il mese di dicembre, così come testimoniato dal report dell’Associazione Pendolari dell’Acquese: la giornata peggiore è stata quella del 9, con ritardi compresi tra i quindici minuti e le due ore e mezza. Non è andata bene nemmeno nella mattinata del 13, quattro collegamenti in ritardo tra i venti minuti e un’ora e un quarto. Ma i ritardi sono equamente distribuiti in tutti le giornate lavorative, quasi a confermare la tesi di Legambiente che ha inserito la tratta tra le dieci peggiori d’Italia. 

9/01/2014
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