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Politica

Fuga dalle urne, l’astensione spiegata da Fornaro

Perché chiediamo più democrazia quando i nostri rappresentanti politici prendono decisioni che non ci piacciono, e allo stesso tempo disertiamo le urne? Perché l’astensionismo e l’“infedeltà elettorale” conquistano sempre più italiani? A queste domande tenta di dare una risposta “Fuga dalle urne”, l’ultimo saggio di Federico Fornaro
POLITICA - Perché chiediamo più democrazia quando i nostri rappresentanti politici prendono decisioni che non ci piacciono, e allo stesso tempo disertiamo le urne? Perché l’astensionismo e l’“infedeltà elettorale” conquistano sempre più italiani? Perché questi chiari messaggi di disagio da parte degli elettori sono dimenticati sùbito dopo il voto?

A queste domande tenta di dare una risposta “Fuga dalle urne – Astensionismo e partecipazione elettorale in Italia dal 1861 a oggi” (edizioni Epoké, Novi Ligure), l’ultimo saggio del senatore Federico Fornaro, che è stato presentato sabato al Salone del libro di Torino.
Nel suo studio minuzioso, Fornaro spiega come, a livello planetario, la democrazia stia vincendo sulle altre forme di governo. Su 195 Paesi riconosciuti dall’Onu, oggi ci sono 90 democrazie effettive; all’indomani della seconda guerra mondiale le democrazie degne di questo nome erano solamente 12.

Ma questa vittoria della democrazia è accompagnata dal più basso livello storicamente raggiunto nella fiducia nei parlamenti, negli esecutivi e nei partiti. Una crisi di legittimazione che si manifesta attraverso l’aumento dell’astensionismo, una elevata “infedeltà” nel voto e un calo di adesione ai partiti politici. Anche l’Italia rientra in questo quadro (alle politiche del 2013 si è raggiunto il record negativo).

Non tutti sono preoccupati da questo fenomeno: c’è chi ritiene che il nostro Paese si stia allineando a quanto accade nelle maggiori democrazie, dove il declino della partecipazione elettorale non ha inficiato la stabilità delle istituzioni.
In contrasto con questa tesi, il senatore ovadese ritiene che il non voto costituisca un sintomo del cattivo funzionamento dei canali di partecipazione. Eppure, di studi sull’astensionismo finora ce ne sono stati pochi e si potrebbe anzi dire che “Fuga dalle urne” rappresenti il primo tentativo di fare una compiuta analisi del fenomeno, grazie ai dati che Fornaro è riuscito a sintetizzare in un volume agile e adatto non solo agli “addetti ai lavori”, ma a chiunque desideri capire qualcosa di più sul funzionamento delle nostre istituzioni.
Di astensionismo si parla poco, dicevamo: forse perché i risultati delle elezioni si calcolano sulla base dei voti validi. Chi non va alle urne, oppure vota scheda bianca o nulla, per il sistema politico-elettorale semplicemente non esiste.

Fornaro ci ricorda che non si può sottovalutare l’espandersi dell’astensionismo. Stiamo andando verso un nuovo “schema di gioco” in cui anche la partecipazione elettorale tende a mutare forme e caratteri distintivi, e dove il ruolo dei partiti politici è tutto da ripensare.
16/05/2016
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