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Regione

Firme false: i commenti alla condanna di Giovine

Michele Giovine, consigliere regionale per il gruppo dei Pensionati, lista che sostiene la giunta Cota, è stato condannato in primo grado a due anni e otto mesi per la vicenda delle firme false

E' stato condannato in primo grado a due anni e otto mesi di reclusione nonché all'interdizione per due anni dai pubblici uffici Michele Giovine, leader della lista Pensionati. Secondo la magistratura, 17 delle 19 firme raccolte sono false. E' possibile che Giovine decida di fare ricorso contro la sentenza di primo grado. Per il momento, la condanna non dovrebbe avere ripercussioni sulla giunta.
Ecco come hanno diffuso questa mattina la notizia alcuni quotidiani piemontesi.

17:25 Dichiarazione dell'assessore regionale Elena Maccanti
Il disperato e assurdo tentativo di delegittimare il presidente Cota fallirà ancora una volta. Alla sinistra non è bastata la sentenza del Consiglio di Stato che ha smentito le falsità e le strumentalizzazioni, che per mesi hanno distratto l'attenzione sui veri problemi e gettato al vento i soldi dei piemontesi. Continua a scalpitare e a inseguire i fantasmi, sperando con uno stillicidio mediatico di influenzare ancora l'opinione pubblica screditando l?esito del voto, che è invece chiaramente e palesemente a favore del presidente Cota. La condanna di oggi sull'autenticazione delle firme deve definitivamente mettere la parola fine sulla regolarità del voto perché, oggi come allora, il Presidente Cota è intoccabile nel suo ruolo di Governatore del Piemonte. I voti del Presidente Cota sono veri: la sinistra farebbe bene a mettersi l'anima in pace e a sostenerci nel nostro lavoro per il bene del Piemonte.
15:40 La dichiarazione del Presidente della Regione Roberto Cota 
Io mi occupo di fare il lavoro di presidente della Regione. I voti che i piemontesi mi hanno dato sono voti veri e validi. Il meccanismo elettorale, tra l'altro, sgombra il campo da ogni dubbio. I problemi legati alle autentiche delle firme di una singola lista non mi riguardano. Se qualcuno ha sbagliato, paghi; non possono certo pagare i piemontesi.
13:45 Dichiarazione del vicepresidente della Regione Ugo Cavallera
Da quanto si apprende dalla lettura in aula del dispositivo della sentenza ed in attesa di conoscere le motivazioni che saranno depositate successivamente, prendiamo atto che sono state rilevate dal giudice di 1° grado irregolarità riferite alle modalità di autenticazione delle firme. Riteniamo che le prime valutazioni in merito non mettano in risalto effetti automatici, dal punto di vista della conservazione degli atti amministrativi che riguardano il procedimento elettorale regionale. Sicuramente le decisioni tuttora pendenti presso la magistratura amministrativa, verranno assunte in piena autonomia anche sulla base della giurisprudenza pregressa.
13:00 Caso Giovine, la posizione della Lega
Sulla sentenza odierna rispetto al caso Giovine, il Presidente del Gruppo regionale della Lega Nord Mario Carossa e il Vice presidente leghista Michele Marinello hanno sottolineato: ?Constatiamo come gli avvoltoi di una certa parte della sinistra, capeggiati dall?avvoltoio Bresso, celebrino con tanta sfrontatezza una loro vittoria che non c?è. Oggi il tribunale, pur condannando Giovine, ha stabilito che non vi è una falsità delle firme ma una irregolarità nella loro autenticazione. I voti che i piemontesi hanno espresso scegliendo Roberto Cota come Presidente, come dicevamo da tempo, non sono in discussione, come non è in discussione la volontà cristallina di cambiamento che ha per fortuna relegato ai margini della politica la Bresso. Proprio da questo angolino, come un pugile ormai suonato, la Bresso continua a lanciare invettive che nulla hanno di vero. Le polemiche e le accuse sono solo il triste contorno di uno squallido tentativo di cambiare la volontà della gente che da più di un anno ha invece deciso di farla tacere?.
30/06/2011
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