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Politica

Filippi: “ecco le deleghe: e ora al lavoro…”

All’indomani dei “tagli” in giunta, il presidente della Provincia anticipa i tempi, e ridistribuisce le competenze. Ma guarda anche avanti: “siamo a rischio commissariamento, basta polemiche futili!” Intanto anche Barosini fa quadrato: “il riordino dell’ente va gestito da noi, non dai tecnici
PROVINCIA - “Onestamente mi sono un po’ stancato di quelli che, se gli indichi la luna, guardano il dito. E anche di certi sindacalisti che tacciono per mesi su questioni di sostanza, e poi si allarmano, senza motivo, temendo che le deleghe del lavoro e della formazione finiscano nel dimenticatoio: stiano tranquilli e sereni, non succederà”. Per Paolo Filippi è cominciata un’altra settimana in salita, ma il presidente della Provincia pare determinato a procedere, senza tentennamenti, per la sua strada.

Ieri pomeriggio, giocando ancora una volta d’anticipo rispetto alle previsioni, ha assegnato le deleghe degli assessori “dimissionati”. E la nuova mappa prevede non poco novità: a partire appunto da lavoro, occupazione e formazione, che sono state affidare a Cesare Miraglia. Il quale conserva il personale, ma cede così il turismo al collega Breglia. Come previsto caccia e pesca vanno in carico all’assessore Rava, titolare dell’agricoltura. Assistenza, volontariato, politiche sanitarie, sociali e per l’immigrazione saranno di competenza di Carlo Massa, mentre a Graziano Moro, oltre alla viabilità, spettano edilizia scolastica, pubblica istruzione, università, politecnico, ricerca scientifica e pari opportunità. A Filippi stesso rimangono affari generali, affari legali, controllo di gestione, relazioni esterne, innovazione, sviluppo ed attività economiche, cultura, musei, pinacoteche, gipsoteche e archivi.
“Mi spiace che la riduzione del numero di assessori – spiega – abbia scatenato qualche polemica di troppo. Soltanto qualche giorno prima tutti si erano mostrati solidali e pronti a pensare al bene comune, ma alla prova dei fatti non sono mancate interpretazioni dietrologiche o complottiste. Mi accusano di avere ormai una giunta a monocolore democristiano? Ma come, Moro e Rava sono forse ex democristiani? Smettiamola con queste logiche vecchie, il momento è troppo serio. Ci rendiamo conto che fra 20 giorni o poco più potremmo andare tutti a casa, commissariati? Io avevo prefigurato questa possibilità già una settimana fa, e con buone fonti: ma sabato mattina ad affermarlo era lo stesso ministro Patroni Griffi in un’intervista, quindi...”.

Ma, in caso di commissariamento, Paolo Filippi spiccherà davvero il volo, candidandosi al Parlamento alle elezioni politiche di primavera? E’ quanto auspica, in una dichiarazione di ieri su facebook, il sindaco di Alessandria, Rita Rossa, senza risparmiare critiche al “pesante neocentralismo che di fatto mortifica le autonomie locali e con loro i territori e i cittadini”. Su questo tema Filippi però sfuma: “davvero, non ci ho neanche ancora pensato. Cerchiamo di capire cosa succederà di settimana in settimana, e di risolvere le emergenze che si sono sul tappeto”.

E il clima, a Palazzo Ghilini, è più orientato al “teniamo duro” che alla smobilitazione. La politica, insomma, avverte l’esigenza di continuare ad esserci, e di governare la transizione verso l’aggregazione con Asti. “Il riordino delle Province – afferma al riguardo il presidente del consiglio provinciale, Gianni Barosini - è un processo delicato e che comporta non pochi conflitti sui territori. A gestirlo, se davvero vogliamo che arrivi a termine con la nascita delle nuove Province, devono essere i politici che sono stati eletti dai cittadini. Cancellare i consigli adesso rischia di creare nuovi conflitti e di confondere l’obiettivo principale di questa riforma, che è di riorganizzare i governo locali a partire dalle Province. Dal prossimo anno, dopo che il Governo e il Parlamento avranno varato il riordino, si dovrà dare vita alle nuove Province che saranno territorialmente e demograficamente molto grandi, e che avranno funzioni certe in settori chiave del governo locale, dalla pianificazione dell’ambiente alla salvaguardia dei territori, dalla gestione del trasporto pubblico locale alla viabilità provinciale fino alle funzioni di gestione dell’istruzione secondaria superiore. E’ evidente che un percorso di questo genere non può essere guidato se non da una classe politica di amministratori che sono stati votati dai cittadini e che possono con responsabilità e autorevolezza portare a compimento il processo”.

Sul fronte del personale, è Cesare Miraglia a precisare a che punto è l’emergenza legata ai precari con contratto in scadenza. “Sono in corso incontri – spiega l’assessore – con le rappresentanze sindacali, ai tavoli tecnici. Non lasceremo nulla di intentato, questo è certo. Anche se ci troviamo ad operare in un contesto legislativo davvero penalizzante”. Per quanto riguarda i fondi dei dirigenti, invece, la linea è quella dettata dal presidente Filippi: nessun licenziamento, ma riduzioni delle retribuzioni. Quanto significative, lo vedremo nei prossimi giorni.
 
16/10/2012
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