la pecora nera

Chi non vota è qualunquista!

Questa settimana gli argomenti non sarebbero mancati. Si poteva parlare di vitalizi e figli quarantenni disoccupati di noti politici finiti nell’ombra (ma che ci costano come se fossero ancora sulla cresta dell’onda). Avremmo potuto discutere di bonus pensioni, ricorsi e politici senza vergogna che ieri votavano il “Salva Italia” e oggi sparano a zero sul governo
LA PECORA NERA - Questa settimana gli argomenti non sarebbero mancati.
Si poteva parlare di vitalizi e figli quarantenni disoccupati di noti politici finiti nell’ombra (ma che ci costano come se fossero ancora sulla cresta dell’onda).
Avremmo potuto discutere di bonus pensioni, ricorsi e politici senza vergogna che ieri votavano il “Salva Italia” e oggi sparano a zero sul governo.
Oppure avremmo potuto parlare di dichiarazioni dei redditi e di detrazioni eliminate in un periodo dove invece servirebbero più soldi nelle tasche degli italiani.
Ci sarà occasione di affrontare tutto, ma dato che domenica si vota, oggi vorrei spronarvi ad andare a votare.
Anzitutto ricordo che non esiste un quorum per invalidare le elezioni politiche, regionali o comunali, quindi il fatto di non andare a votare non rappresenta nessun disagio per la politica, anzi è esattamente il contrario: meno persone vanno, più i politicanti potranno esser sicuri dei risultati.
Il ragionamento è semplice, perché se tramite amici/parenti/interessi vari so di avere un pacchetto di x voti certi, questi voti avranno maggior peso se il numero di votanti “indipendenti” diminuisce.
Pertanto restando a casa si favorisce il voto di scambio e coloro che maneggiano in queste cose.
In questi giorni sto leggendo in rete diversi appelli al rifiuto della scheda elettorale come voto di protesta, in quanto secondo alcuni “cosi facendo noi risultiamo votanti ma il nostro voto non va a nessuno e fa cumulo di presenze

La questione è smentita da una circolare del Ministero dell’Interno (qui il link http://www.leggioggi.it/wp-content/uploads/2013/02/circolare19_2013.pdf ) in qui si precisa che il rifiuto è legale, ma che coloro che rifiutano la scheda non dovranno essere conteggiati tra i votanti della sezione elettorale.
Dunque il rifiuto della scheda elettorale non porta a nulla, se non a farsi bestemmiare dietro dal segretario di turno, che a fine elezioni dovrà redigere i verbali allegando le vostre dichiarazioni.
Sicuramente fa parte del suo lavoro, ma se poi il risultato non è quello che sperate ha poco senso, non vi pare?
Non votare, lasciare la scheda intonsa, annullare o rifiutare la scheda sono tutte azioni che non modificano l’assegnazione dei seggi, ma indicano solo la disaffezione dei cittadini ad un importante dovere/diritto civico che i partiti fanno finta di temere.
Già oggi, grazie a rimborsi elettorali, indennità varie e via dicendo, i partiti possono fare a meno di iscritti e militanti (basta parlare con qualche militante per capire che da anni non c’è più il pressing di una volta sul fare le tessere), se gli rendiamo la vita semplice anche nelle votazioni la colpa è solo nostra.
Ricordatevi che l’unico modo per protestare è votare!

Solo così il Renzi di turno non potrà vantarsi di aver preso il 40% alle ultime Europee, quando in realtà la percentuale si dimezza se si considerano tutti gli aventi diritto.
Molti obiettano che mancano gli stimoli per andare a votare e anche in questo caso la colpa è solo nostra.
Il cambiamento non arriverà dall’alto come per magia perché chi oggi siede in certi scranni, vivendo alle nostre spalle, non ha alcun motivo per cambiare le cose, non vi pare?
Meglio tagliare la sanità pubblica che mettere un tetto ai vitalizi, meglio togliere trasferimenti ai Comuni che ridurre le indennità politiche e meglio chiudere i Tribunali che diminuire le cariche pubbliche.
A noi spetta non solo il compito di andare a votare, ma specialmente nelle competizioni comunali bisogna avvicinarsi alla vita politica cittadina, mettendosi in gioco.
Troppo comodo dire “non mi piace nessuno”, cosa avete fatto per cambiare le cose?
Del resto se ci fosse più senso civico non desterebbe stupore il fatto che a Carrega Ligure siano riusciti a presentare 3 liste su un ottantina di residenti, anzi sarebbe portato come esempio di partecipazione.
Concludendo se proprio volete rompere le scatole ai soliti noti andate a votare, tutto il resto è solo una scusa e sarete complici di chi criticate ogni giorno! 
29/05/2015
Ermanno Cecconetto - ermanno.cecconetto@gmail.com