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Turismo

Turismo, sempre più Monferrato nei progetti del Piemonte

Dal 2018 partono una sorta di stati generali del turismo per coinvolgere tutta la regione e ragionare finalmente oltre una legislazione di business e marketing territoriale. Il Monferrato (Unesco a parte) è molto nei pensieri degli amministratori
 PROVINCIA - La Provincia di Alessandria ha più castelli che nella regione della Loira, dicevano già un bel po' d'anni fa ad un convegno per fare il punto della situazione sul turismo nel Monferrato e invitare tutti gli enti a fare 'rete'.
La differenza tra Francia e Italia, però, è sotto gli occhi di tutti. Poi vennero le colline Unesco, ma con molti confini, tanto da includere effettivamente nel patrimonio dell'umanità 'solo' gli infernot casalesi. Ma dalla Val Bormida alla Val Cerrina i paesaggi vitivinicoli non fanno tanta differenza, e la voglia di acchiappare qualche turista in più – magari prendendolo per la gola – non si ferma certo alla nella valle oltre il confine imposto dall'Unesco.

Così finalmente il Monferrato è stato accreditato urbi et orbi un luogo da non perdere. Come sarà l'occasione, da gennaio 2018, agi Stati Generali del turismo, approvati dalla Giunta Chiamparino, la quale ha programmato una serie di incontri di incontri sul territorio e coinvolgeranno operatori del settore, dall’ospitalità, alla ristorazione, allo sport, ma anche enti locali e soggetti istituzionali e privati, “con l’obiettivo di delineare lo scenario complessivo del sistema turistico piemontese e sviluppare una visione strategica di sviluppo del settore di medio-lungo periodo, che si concretizzerà in un piano strategico”.

Il progetto è molto in politichese: si parla dunque di “percorso partecipato”, “tavoli tecnici”, fino ai focus propedeutici organizzati appunto in Monferrato, ma anche nel Canavese e nell’area dell’Appennino piemontese. In soldoni vuol dire conoscere finalmente tutte le opportunità e incrociare le idee - e risorse - su cui puntare per rendere il Piemonte ancora più affascinante agi occhi, meglio se a mandorla, di un visitatore.

“Questa iniziativa ci permetterà di sviluppare una visione di lungo periodo per il futuro del turismo in Piemonte, condizione preliminare e necessaria perché il settore possa crescere in modo organico e secondo linee guida definite, che costruiremo insieme a operatori ed enti pubblici e privati – ha commentato Antonella Parigi, assessore alla cultura e al turismo della Regione Piemonte – Lavoreremo per lo sviluppo di destinazioni emergenti e per rafforzare quelle già affermate, iniziando con una serie di focus in Monferrato, Canavese e nell’Appennino piemontese, cui seguiranno una serie di tavoli tematici territoriali”.

Con la speranza che la provincia di Alessandria – infernot ed Unesco a parte – non rimanga ai confini dell'Impero.
10/12/2017
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