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Cronaca

Violentò la bimba che abitava accanto, condannato a 12 anni di carcere

E' stato condannato a 12 anni di carcere l'operaio 45enne residente ad Ovada sotto processo per violenza aggravata su minori. Inequivocabili, secondo la corte, sono stati gli elementi a carico dell'uomo che abusò di una bambina tredicenne all'epoca del fatti, affetta da disagi psichici. Lui ha sempre negato
CRONACA - E' stato condannato a 12 anni di carcere l'operaio 45enne residente ad Ovada sotto processo per violenza aggravata su minori. Ad infliggere la pena è stata la corte del tribunale di Alessandria, presieduta dal giudice Aldo Tirone: una sentenza di condanna che è andata oltre le richieste del pubblico ministero. Forti ed inequivocabili, secondo la corte, sono stati gli elementi a carico dell'uomo che abusò di una bambina tredicenne all'epoca del fatti, affetta da disagi psichici.
L'uomo era il vicino di casa della vittima, una persona conosciuta, quindi, di cui si fidava la piccola e la sua famiglia. Si fidava al punto di seguirlo  in camera da letto, farsi spogliare, accarezzare nelle parti intime, senza forse capire fino in fondo cosa stava accadendo. Nel capo di imputazione si parla di rapporti sessuali completi, che però l'uomo ha sempre negato, così come ha negato le carezze, i baci, le attenzioni morbose. 
Sono almeno due gli episodi contestati, il primo nella camera da letto di lui, la seconda in un box auto di un parcheggio di un supermercato della zona.
Tutti i fatti sarebbero avenuti durante le vacanze natalizie del dicembre 2015. L'arresto è scattato solo qualche mese dopo, ad aprile 2016, ad opera dei carabinieri della stazione di Ovada, quando la ragazza, uscendo dal silenzio, si è confidata con i genitori, che vivono anch'essi una situazione di disagio (il padre è invalido). La bimba ha raccontato di aver ricevuto in dono dal vicino di casa un completino intimo, che lui voleva vederle indosato. Le ha scattato delle foto, trovate poi sul cellulare dell'uomo. Assistita da una equipe medica, la piccola avrebbe confermato il racconto, riuscendo poco a poco ad aggiungere dettagli, finiti agli atti.
I riscontri raccolti dagli inquirenti sono risultati sufficienti per fare scattare l'arresto e per convincere il collegio giudicante, presieduto da Aldo Tirone, a riconoscere una pena di dodici anni di carcere, dove l'uomo si trova rinchiuso dall'aprile 2016. Alla famiglia della vittima è stata anche riconosciuta una provvisionale di 140 mila euro. "Durante le fasi processuali erano emerse diverse contraddizioni – dice ora il legale di M.G., l'avvocato Luciano Crocco, che chiedeva l'assoluzione – prima fra tutte la mancanza di segni fisici di violenza sul corpo della bambina, come confermato dalla perizia medica. Non si è consumata violenza o, quanto meno, non ve ne è traccia". L'avvocato ha già detto di voler ricorrere in Appello, non appensa saranno pubblicate le motivazioni della sentenza.
18/05/2017
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