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Cultura

Serata Benedicta

Giovedì 28 febbraio a Cultura e Sviluppo “Il senso della libertà”: si rinnova l'appuntamento per ricordare l'eccidio della Benedicta
ALESSANDRIA - Giovedì 28 febbraio dalle 19 alle 22,30 (con pausa buffet intorno alle 20.30) presso l'Associazione Cultura e Sviluppo (piazza De André, 76) l'Associazione Memoria della Benedicta e il Comitato Resistenza e Costituzione del Consiglio regionale del Piemonte organizzano l'incontro dal titolo Il senso della libertà. Dopo il saluto del Presidente del Consiglio Regionale del Piemonte interviene il vicepresidente del Consiglio Regionale del Piemonte. Presiede Andrea Foco, presidente dell'Associazione Memoria della Benedicta, coordina Gian Piero Armano.  Sono previsti gli interventi del professor Vittorio Tigrino dell'Università del Piemonte Orientale, Istituto di Politica, Amministrazione, Storia e Territorio su Il Parco e il Sentiero della Pace e degli architetti Michele Dellaria e Sergio Balbi sul Centro di Documentazione. Sarà poi presentato Il senso della libertà, documentario di Salvo Cuccia sui fatti e i luoghi della Benedicta introdotto da Nuccio Lodato dell'Università degli Studi di Pavia.
Breve storia dell'eccidio della Benedicta
Il 7 aprile 1944 ingenti forze nazifasciste circondarono la Benedicta e le altre cascine dove erano dislocati i partigiani e colpirono duramente i giovani, spesso impossibilitati a difendersi per la mancanza di un adeguato armamento e di esperienza militare. Il rastrellamento proseguì per tutto il giorno e nella notte successiva. Molti partigiani, sfruttando la conoscenza del territorio, riuscirono a filtrare tra le maglie del rastrellamento, ma per centinaia di loro compagni non ci fu scampo. In diverse fasi i nazifascisti fucilarono 147 partigiani, altri caddero in combattimento; altri partigiani, fatti prigionieri, furono poi fucilati, il 19 maggio, al Passo del Turchino. Altri 400 partigiani furono catturati e avviati alla deportazione (quasi tutti a Mauthausen), ma 200 di loro riuscirono fortunosamente a fuggire, mentre i loro compagni lasciarono la vita nei campi di concentramento.Il rastrellamento della Benedicta, che nelle intenzioni dei nazisti e dei fascisti avrebbe dovuto fare terra bruciata intorno alla resistenza, non riuscì tuttavia a piegare lo spirito popolare. Anzi, proprio dalle ceneri della Benedicta il movimento partigiano, dopo aver avviato una riflessione anche spietata sugli errori compiuti, riuscì a riprendere vigore: la divisione "Mingo", attiva nell'Ovadese, ebbe tra i suoi promotori proprio alcuni degli scampati alla Benedicta. Altri partigiani continuarono la loro esperienza in formazioni della Val Borbera e in altre divisioni partigiane dell'appennino alessandrino. Nel 1996 il Presidente della Repubblica ha conferito alla Provincia di Alessandria la medaglia d'oro al valore militare per l'attività partigiana, con una motivazione che fa espresso riferimento all'eccidio della Benedicta come evento emblematico della Resistenza del territorio.
27/02/2013
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