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Molare

Rifiuti: anche i paesi fanno i conti con la nuova raccolta

Fa discutere il metodo che Econet introdurrà da settembre. Il sindaco di Tagliolo Marenco: "Unico modo: eravamo a un punto morto". Più scettico Aloisio di Lerma. Molare rinvia di un anno il passaggio
MOLARE - “E' un cambiamento epocale” così il Sindaco di Cremolino Mauro Berretta definisce la raccolta differenziata porta a porta. Unanime il parere dei sindaci di Cremolino, Castelletto, Molare e Tagliolo, presi a campione tra quelli che dovranno affrontare la transizione dall’attuale metodo. “Questo processo di cambiamento andava fatto per il bene dell'ambiente e dei cittadini. Le nostre discariche stanno scoppiando”. Il Sindaco di Tagliolo Giorgio Marenco afferma che anche con cassonetti pubblici differenziati la raccolta era ferma al 42% “Eravamo arrivati ad un punto morto – aggiunge -  non si riusciva ad andare oltre questa percentuale e per evitare sanzioni (l’ecotassa varata dalla Regione Piemonte ndr) era necessario trovare il modo di responsabilizzare il cittadino ed incrementare l'attività di riciclo”. L'incentivazione della responsabilità individuale è il tema ripreso anche dal Sindaco di Castelletto Mario Pesce. “Se non si cambia mentalità e ognuno di noi continua ad inquinare indiscriminatamente cosa lasceremo a chi viene dopo di noi? All'inizio non sarà facile per nessuno ma confidiamo nel fatto che questo cambiamento possa influenzare positivamente i più giovani e assicuri un sistema di smaltimento più sostenibile per noi e per l'ambiente”. Convinto della scelta ma con problemi logistici più grandi Andrea Barisone, Sindaco di Molare. “Sono convinto della validità del progetto anche se per noi nelle frazioni di San Luca ed Olbicella sarà molto più difficile monitorare e adempiere al porta a porta. Verranno messi centri di raccolta in zone agevoli vista la conformazione del territorio e della collocazione delle abitazioni sparpagliate ed isolate fra loro”. Forse anche per questo motivo la partenza è differita al 2019.  Altro tema dolente che coinvolge i comuni di Molare e Lerma è l'inquinamento del lungo fiume.

“Togliendo i bidoni pubblici –prosegue Barisone - sarà ancora più dura arginare al fiume “l'abbandono selvaggio di rifiuti” di cittadini e turisti confidiamo in una presa di coscienza più ampia di responsabilità e senso civico. Continueremo ad impegnarci come fatto fin ora con giornate a tema per ripulire l'ambiente”. Il più scettico di tutti i Sindaci è Bruno Aloisio, sindaco di Lerma: “Non sono convinto – dice - che questa sia la migliore delle soluzioni e prevedo soprattutto nella prima fase del progetto molta confusione e poca disciplina da parte dei cittadini. Rischiamo di trovare i rifiuti sparsi nei fossi”. Per chiarire qualcosa di più si attendono le assemblee pubbliche informative (a Tagliolo già il 15 Luglio) e la dispensa di materiale nella cassette delle lettere.

 

11/07/2018
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