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Ovada

Poste: code e disagi agli sportelli. "No alla chiusura pomeridiana"

Lunghe attese presso gli uffici di via Cavanna, a fronte della chiusura pomeridiana. Personale in difficoltà. E la scure di vedere attivata fin dal prossimo autunno la consegna della posta a giorni alterni

OVADA - Due settimane di passione per l'ufficio postale di via Cavanna. Nella seconda metà di luglio - tra il 17 e il 28 -, non sono mancati i disagi dovuto (anche) alla direttiva provinciale che ha decretato la chiusura del turno pomeridiano. Ed è ciò che probabilmente si ripeterà tra il 14 e il 18 agosto quando sarà attivo il medesimo provvedimento. “Il personale – spiega Angelo Sanniota, impiegato presso l’ufficio e segretario provinciale del sindacato Confsal - ed è insostenibile lavorare in  queste condizioni. Negli ultimi anni, oltre al personale che è andato in pensione, si è assistito ad un esodo incentivato da parte aziendale che ha enormemente diminuito il numero di lavoratori. A questa politica non è stata corrisposto un piano che preveda assunzioni, né tantomeno una strategia lungimirante ed elastica che potesse evitare questi disagi sia ai lavoratori che alla cittadinanza”.

La situazione è aggravata dal fatto che d’estate da contratto si devono garantire due settimane di ferie al personale ed in più sostituire  gli impiegati dei comuni limitrofi. “E’ facile capire – prosegue Sanniota – quanto la coperta è corta”. In particolare il disagio è stato avvertito dalle fasce più deboli come gli anziani, che a causa della confusione faticano a capire come scegliere il servizio  attraverso un cervellotico erogatore di ticket. Spesso risulta impossibile contattare l’ufficio, anche telefonicamente, in quanto  nella stragrande maggioranza dei casi non si ha nessuna risposta. “Solo grazie agli sforzi dei dipendenti e alla loro relazione con gli utenti si evitano guai maggiori”. A far discutere è anche la decisione maturata attraverso un inspiegabile progetto aziendale non permette di consegnare il giorno successivo, allo sportello, le raccomandate e gli atti giudiziari avvisati in giornata dai portalettere, ma bensì due giorni dopo.  “Molti non sapendolo si attardano a chiedere spiegazioni rendendo ancora più complicate le operazioni. Questo ufficio è sempre stato un riferimento positivo per i cittadini della zona e  si è sempre distinto per qualità e cortesia. Per tale motivo si spera che l’amministrazione ponga rimedio ed eviti ulteriori disagi”.

Inoltre, probabilmente a partire dal prossimo autunno, il recapito della posta a giorni alterni arriverà anche a Ovada e nell’Ovadese tra ottobre e novembre di quest’anno, salvo nuovi slittamenti. La città dell’Orba e dello Stura rientra nella seconda fase del piano di revisione del servizio di consegna che lePoste hanno lanciato nell’autunno del 2015 a partire da Casale e dal Basso Monferrato. In realtà il ridimensionamento si sarebbe dovuto attuare già da febbraio 2016, poi era stato annunciato per marzo scorso, quindi per il prossimo giugno. Ora si parla, appunto, dell’autunno. Sul tema hanno già preso posizione chiara e nettamente contraria Franco Ravera, in qualità di presidente dell’Unione Montana dal Tobbio al Colma e tutti i sindaci dei paesi che ne fanno parte. In una lettera inviata al Ministero hanno messo nero su bianco tutti i disagi ai quali si andrebbe incontro. Difficile però si faccia marcia indietro. 

8/08/2017
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