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Ovada

Ospedale: la battaglia ora è sui "codici verdi"

Riunione l'altra sera in Comune con sindaci, partiti, sindacati e associazioni. All'ordine del giorno l'indicazione per la quale il 118 trasferisce ad altre strutture anche i codici meno complessi
 OVADA - E’ atteso a giorni il conferimento dell’incarico a Claudio Sasso (nella foto) destinato a diventare direttore del Distretto Sanitario di Ovada e Acqui Terme. Cinquantasei anni, laurea in medicina, psicoterapeuta, un’esperienza nell’organizzazione dei servizi sanitari di base già nell’Usl 72, sarà chiamato a tradurre nel concreto l’idea di “distretto dell’assistenza sul territorio” enunciata dall’attuale direttore generale di Asl Al, Gilberto Gentili, al momento di ridefinire i confini territoriali dei distretti dopo gli accorpamenti voluti dalla Regione Piemonte. E di sanità si è parlato anche l’altra sera nella riunione convocata in Comune con sindaci, rappresentati dei partiti politici, dei sindacati e delle associazioni. All’ordine del giorno le risposte di Asl alla lettera inviata due mesi fa emerse nel vertice della settimana scorsa. Aspetto principale quello del Pronto Soccorso, a tutti gli effetti rispondente, secondo la direzione sanitaria ai requisiti enunciati nella delibera regionale di due anni fa, ma al quale le ambulanze del 118 non trasportano nemmeno i codici a più bassa complessità. L’indicazione emersa è proprio quella di proseguire sulla strada già intrapresa per far si che l’ospedale cittadino possa accogliere i codici meno complessi tra quelli presi in carico dal 118. “E’ necessario – è intervenuto Mauro Rasore, consigliere di “Essere Ovada” e medico di famiglia – invertire il sistema degli ultimi anni. Se a Ovada torneranno i codici verdi i vertici dell’Asl si dovranno convincere che l’ospedale è utile. Ma i medici devono poter tornare a fare i medici, non applicare leggi e direttive dall’alto”. Rispetto alle altre richieste del territorio. Sarà potenziato a quattro ore settimanali l’ambulatorio di Ortopedia, fino a venti visite; il riferimento per i pazienti ovadesi sarà Acqui Terme. Si fa strada poi la sperimentazione avviata con la creazione dei quattro letti di osservazione breve al Pronto Soccorso e il coordinamento tra infermieri di famiglia e medico di base. “E’ una sora di “Day Hospital” territoriale del malato cronico – ha proseguito ancora Rasore – Se l’infermiere durante la visita a domicilio riscontra la necessità per il paziente di visite e esami organizziamo in modo che nel giro di una mattinata possa ricevere le prestazioni necessarie. E’ un modo per rispondere alla sfida vera dei prossimi anni sul nostro territorio e al tempo stesso per risparmiare giornate di ricovero ospedaliero”.

 

17/05/2017
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