Versione stampabile   Invia articolo a un amico   Scrivi alla redazione
Ovada

Luigi Campora: la città piange la scomparsa di Ciapaiev

Morto a 92 anni uno degli ultimi protagonisti della Resistenza sull'Appennino dell'Ovadese. Funerali in forma civile a Ovada sabato dalle 15.00
OVADA - Aveva 92 anni. Ovada piange la scomparsa di Caipaiev, Luigi Campora, uno degli ultimi protagonisti della lotta per la Liberazione nell’Ovadese. Classe 1925, Campora  a tredici anni lavora dai Fratelli Traverso che fabbricano scarponi militari a Ovada. Dopo l’8 settembre 1943 due militari del meridione, decisi a disertare, chiedono a Luigi abiti civili, in cambio gli lasciano un sacco di pasta e un mitra con tre caricatori. Il padre si altera, gli molla pure uno schiaffo poi nasconde l’arma in cantina. A 18 anni e mezzo arriva per Luigi la cartolina precetto. No, Luigi non deve andare in guerra. Si presenta, firma, sale sul treno e con la copertura di un funzionario, scende dalla parte opposta. Riesce a contattare il comandate Giacomino di Castelletto d’Orba, del IV distaccamento, sale sulla montagna. I suoi documenti vengono bruciati, d’ora in poi sarà per tutti Ciapaiev. Resta 7 mesi alla Benedicta. 

Dislocato in una cascina vicino al fiume Piota. Arriva la notizia del rastrellamento tedesco. Il commissario Boro si rende conto della precarietà delle condizioni di quei giovani. Arrivavano in 6 o 7 ogni 3 o 4 giorni; Ciapaiev li accompagna su per quei monti sino alla Benedicta. Sono male armati. I settanta compagni di Luigi hanno 18 moschetti e un solo mitra quello di Ciapajev unica arma adatta a quella lotta. Boro non smette di ripetere: "Ricordate bene: non andate nelle strade, restate nei boschi, in mezzo ai cespugli". I tedeschi passeranno soprattutto per le strade con i loro mezzi carichi di morte. La guerriglia impone l’allargamento del fronte, si devono sparpagliare penetrando le maglie dell’accerchiamento. Aldo Canepa non segue l’amico Luigi e cade tra i martiri dell’eccidio. Campora, Giacomino e un compagno di Litta Parodi cercano scampo a Madonna delle Rocche dove Luigi ha uno zio. Da lì il padre di Luigi organizza la loro fuga verso casa.

Ma a casa Luigi torna solo la notte, di giorno continua la sua lotta. Ritrova Boro. Arriva la notizia di un’altro rastrellamento. Giovanni Villa, suo amico, non fugge perché con alcuni compagni aveva deciso di minare un ponte sull’Olbicella. Non riesce nell’impresa, viene ferito, preso e impiccato da un fascista ovadese.

Due giorni dopo la Liberazione, Luigi raggiunge Forte Coronata dove sono asserragliati i tedeschi, gli assassini della Benedicta. Non si arrendono. Nelle mani dei partigiani sanno di non avere scampo.
Luigi si ferma a Genova per due mesi e fa il poliziotto. Un giorno, però, arriva un inviato della questura, vuole sapere chi è al comando di quell’unità e, con disprezzo, gli intima un "signorsì". Luigi, che si è salvato grazie all’autorevolezza dei suoi capi, non accetta l’autorità della burocrazia. Da le dimissioni e torna a Ovada. Torna a fabbricare scarpe: non più scarponi militari bensì quelle scarpe con la suola di corda e la tomaia di stoffa. Con un socio, arriva anche a farne 100 al giorno.

12/04/2018
Versione stampabile   Invia articolo a un amico   Scrivi alla redazione


 
blog comments powered by Disqus



Maurizio Vandelli in concerto al Festival Contro 2018
Maurizio Vandelli in concerto al Festival Contro 2018
Cristiano De Andr? apre il Festival contro 2018 a Castagnole Lanze
Cristiano De Andr? apre il Festival contro 2018 a Castagnole Lanze
Inaugurazione nuovo show-room Citro?n Grandi Auto
Inaugurazione nuovo show-room Citro?n Grandi Auto
Biodigestore Carentino: il presidio contro il progetto durante la Conferenza dei Servizi
Biodigestore Carentino: il presidio contro il progetto durante la Conferenza dei Servizi
Maurizio Vandelli a Castagnole Lanze per Festival Contro 2018
Maurizio Vandelli a Castagnole Lanze per Festival Contro 2018
Cristiano De André canta De André al Festival Contro 2018
Cristiano De André canta De André al Festival Contro 2018