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Ovada

Kebab e pesce crudo: passioni esotiche degli ovadesi

Cambiano i gusti, il take away cinese si ritaglia uno spazio accanto alla classica pizza. E c'è chi prova a imparare le ricette
OVADA - C'è chi agli spaghetti con il ragù preferisce quelli di soia e chi il pesce lo assaggia anche crudo, avvolto con il riso nelle alghe. E c'è chi al posto della pizza “si fa un kebab”. Ecco che i gusti degli ovadesi in fatto di cibo si discostano un po' dalla tradizione legata ad “agnolotti e vino”. E se qualcuno si lamenta che in città manca il ristorante indiano e che a nessuno è mai venuto in mente di aprirne uno brasiliano, qualcun' altro è ben felice che cucina cinese e giapponese siano presenti già da un po', mentre, per quanto riguarda quella indiana, l' “evento del kebab” si è rivelato una grande fortuna. Contento, a questo proposito, anche Ahmad, il gestore di “Haroon Doner Kebab” di via Buffa.
 
Di origini pakistane, il gestore lavora da anni nella gastronomia e propone il suo piatto di punta in svariati modi, ottenendo il consenso della maggior parte dei suoi clienti. Stessa curiosità per il take away cinese di corso Saracco. “Mangi tantissimo e spendi pochissimo” scherza Enrico, abituale consumatore – Con la possibilità di scegliere fra moltissime portate”. “Assaggiare i cibi di altri paesi, i cibi esotici- sostiene Marta, studentessa in psicologia- è un' esperienza normalmente piacevole. Difficilmente, tuttavia, questo genere di alimentazione andrà a sostituire i cibi della cucina quotidiana, quelli che siamo soliti portare a tavola. Anche chi ama avventurarsi è legato ai sapori della propria infanzia o comunque ai sapori cui è abituato il proprio palato”. Ne da conferma    l'amica Donatella “In casa capita, a volte, di cucinare alcuni piatti tipici della Romania. Sono ricette che ci ha insegnato un'amica del luogo.
 
La loro preparazione, tuttavia, si limita a un paio di volte al mese”. L'interesse degli intervistati spesso non si spinge oltre i confini italiani. Ne sono un esempio i clienti de “I mille sapori” bottega che propone cibi in arrivo direttamente dalla Sicilia. “Volevamo portare qui la nostra terra- dichiara Stefania, co-titolare del negozio a conduzione familiare- e abbiamo dato spazio, oltre al pesce e ai formaggi che arrivano da Sciacca, in provincia di Agrigento due, tre volte la settimana, anche a prodotti tipici come il rosolio e il cannolo siciliano che prepariamo sul momento”. “Anche l'occhio vuole la sua parte - sostiene Giorgia, che si definisce golosa di professione - come l' atmosfera francese della pasticceria “Petit four” di via Cairoli che ci regala visioni paradisiache al di là della vetrina. L'idea è presa in prestito dai nostri vicini francesi, ma i prodotti usati per la preparazione e i dolci proposti sono per lo più nostrani e..buonissimi!”.
28/03/2013
Simonetta Albertelli - redazione@ovadaonline.net
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