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Novi Ligure

Tagli all'Ilva, i lavoratori tornano in strada a protestare

Domani sciopero e picchetti allo stabilimento di Novi Ligure, dove il piano di Am InvestCo prevede 54 esuberi tra il personale e l'eliminazione del contratto integrativo. Fornaro (Mdp): "Condizioni vessatorie, inaccettabile l'attacco ai diritti dei lavoratori. Il governo si faccia sentire"
NOVI LIGURE – Terzo sciopero in meno di due anni per i lavoratori dell’Ilva di Novi Ligure. Domani, lunedì 9 ottobre, i dipendenti della fabbrica di strada Boscomarengo si asterranno dal lavoro per 8 ore su tutti e tre i turni e fin dalle prime ore del mattino gli operai si ritroveranno davanti ai cancelli per picchettare gli ingressi.

Lo sciopero indetto dalle rappresentanze sindacali di Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil ancora una volta riguarda gli esuberi: 54 quelli annunciati a Novi dalla nuova proprietà di Ilva, la Am InvestCo, la cordata formata dal gruppo indiano Arcelor Mittal e dalla società italiana Marcegaglia. Il quadro nazionale parla addirittura di oltre 4 mila esuberi, con tagli pesanti a Taranto e Genova.

Inoltre l’intenzione di Am InvestCo è di licenziare tutti i dipendenti dell’Ilva, anche quelli non in esubero, che saranno poi riassunti con la nuova normativa del Jobs Act. Perderanno quindi le tutele previste dall’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, l’anzianità di servizio e i vantaggi garantiti dal contratto integrativo. I lavoratori riassunti dovranno inoltre firmare «verbali di conciliazione» rinunciando espressamente «a ogni pretesa connessa a qualsiasi titolo ai precedenti rapporti di lavoro intrattenuti con la società».

Parla di «condizioni vessatorie» il senatore ovadese Federico Fornaro (Articolo 1 – Mdp): «Grazie al Jobs Act, Arcelor Mittal e Marcegaglia vorrebbero gestire il personale secondo i propri piani e convenienze, con un inaccettabile attacco ai diritti dei lavoratori. Il percorso di cessione prevede, però, come elemento fondamentale il positivo esito del confronto con i sindacati».

«Ora il Governo non può e non deve sottrarsi al suo ruolo per evitare che a pagare il conto della crisi dell’Ilva siano solamente i lavoratori, sia in termini di esuberi sia di privazione dei diritti per chi rimane a lavorare negli stabilimenti del gruppo», ha detto Fornaro.
8/10/2017
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