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Ovada

Due ovadesi e il loro paradiso in Costarica

Ivan e Luigina hanno fatto una scelta radicale: lasciare un paese nel quale il lavoro li stava allontanando dalla dimensione famigliare e ripartire dall'altra parte del mondo. Ecco la loro storia
OVADA - Decidere di cambiare vita, accettare il distacco doloroso da abitudini e patrimonio culturale per abbracciare un nuovo stile. E averne in cambio la scoperta di un piccolo paradiso. E’ la scelta che diversi anni fa hanno fatto Ivan Sciutto e Luigina Mariani, rispettivamente 45 e 42 anni. A Ovada erano assicuratori. Dall’altra parte del mondo sono diventati tour operator. “Siamo arrivati a un bivio – raccontano – Ci siamo resi conto che non eravamo più felici di quel che avevamo attorno. Abbiamo spiegato la nostra scelta ai nostri due gemelli (Lucrezia e Edoardo di otto anni ndr) e siamo partiti. Proprio l’ingrandirsi della nostra attività ci stava allontanando come famiglia”.

All’inizio non è stato facile: gente diversa, abitudini molto lontane, ritmi, odori, lingua tutto con cui prendere confidenza. “Sorridevo ai miei bambini – spiega Luigina - ma ero preoccupata. Avevamo un progetto, www.costaricanewtravel.com,  ma mi sentivo in mezzo al mare con attorno solo onde che mi prendevano a schiaffi. Iniziata la scuola fortunatamente, tutto è stato  più semplice, i bimbi hanno fatto subito tante amicizie e gli insegnanti ogni giorno li  hanno aiutati ad arrivare al pari degli altri”. Nel frattempo la scoperta di un paese meraviglioso tra grandi parchi, scenari perfetti dove fare surf ma anche tanta modernità come un sistema energetico basato in gran parte sulle fonti rinnovabili. In Costa Rica vivono altri 3.500 italiani. Poi, cosa che non guasta, una società più flessibile, che richiede pochi sforzi per la burocrazia, meno soldi per le tasse.

“Spesso le paure ci bloccano – ma per inseguire un sogno bisogna superarle. Questo è il paese più felice e longevo al mondo. Posti come Nicoya, sono studiati da grandi università. La Costa Rica  ha dimostrato al mondo che si può vivere anche senza l’Esercito, rispettando le regole e le persone, e investendo come stato in ciò che realmente serve molto di più nella vita, l’istruzione. Noi l’abbiamo scelta, non per vacanza, per sempre”.

19/07/2015
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