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Ovada

Distretto: ci si divide tra innocentisti e colpevolisti

E c'è anche chi ha dichiarato la sua posizione pubblicamente sui social mentre tra corridoi e uffici è palpabile una maggiore tensione
OVADA - “La giustizia deve fare il suo corso. Quel che mi preme sottolineare è che il Distretto rappresenta una risorsa per tutto l’Ovadese e che è una realtà che funziona. Noi sindaci lavoreremo per mantenerlo operativo”. Prende una posizione decisa Paolo Lantero, primo cittadino di Ovada, a due giorni dal terremoto causato dalla notizia dei 22 avvisi di garanzia a carico di altrettanti dipendenti Asl Al all’ospedale vecchio accusati di truffa aggravata ai danni dello stato per le loro assenze ingiustificate dal posto di lavoro. Ha fatto il giro della città la notizia dopo che già nei giorni precedenti in tanti avevano notato le auto della Guardia di Finanza. E se rimane il riserbo a proposito dei protagonisti della vicenda in attesa dell’udienza preliminare che potrà confermare le accuse oppure decretare il ridimensionamento della vicenda, c’è anche chi qualche giorno fa ha deciso di dichiarare pubblicamente il suo status di indagato. E’ Massimo Surdi, difeso dal legale Luciano Crocco. “Sono certo – ci ha dichiarato quest’ultimo - di poter ottenere l’archiviazione. Le uscite del mio assistito fuori dalla sede del distretto sono tutte riferibili a esigenze di servizio. Sto predisponendo una memoria che depositerò in Procura coi documenti che provano il regolare comportamento di Surdi e la richiesta del mio assistito di essere interrogato dal pm”. Attende le risultanze processuali anche l’Asl che ha comunicato la sua intenzione di costituirsi parte civile, nel caso le circostanze lo richiedano. In città l'opinione pubblica sembra equamente divisa tra chi punta il dito sul comportamento dei lavoratori coinvolti e chi invece sebra maggiormente incline a aspettare l'evolversi degli eventi. Nel frattempo la vita prosegue nei corridoi del Sant’Antonio pur in un clima di tensione palpabile”.

 

21/04/2017
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