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Ovada

Dieci ponti monitorati tra attenzione e priorità

Il documento è stato inviato la settimana scorsa al Ministero delle Infrastrutture. Critiche sul metodo adottato. "Valutazioni così delicate non si possono fare in pochi giorni"
OVADA - Dieci ponti. Dieci collegamenti situati sul territorio di Ovada, e per questo di competenza comunale. Dalla lista rimangono fuori le due arterie principali, gli attraversamenti sullo Stura e sull’Orba, rispettivamente verso via Novi e via Rocca, gestiti dalla Provincia. Ma l’elenco inviato qualche giorno fa facendo seguito alla richiesta del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di verificare e monitorare le opere di competenza inquadra lo stato dell’arte, assegnando livelli di priorità alle diverse situazioni. “E’ un documento – spiega il sindaco Paolo Lantero – che rappresenta un’indicazione ma non ha certo la pretesa di essere esaustivo. Di fatto il lavoro, su richiesta, è stato effettuato in due giorni. Analisi di questo tipo devono essere fatte da persone con competenze adeguate e nei tempi necessari”. Procedendo in ordine di priorità, al livello più alto ci sono il muro di via Gramsci (di cui leggete più approfonditamente a pagina 17) per una stima complessiva da 600 mila euro, e il ponte sulla strada della Caminata, in zona Borgo, segnalato per il degrado dell’impalcato e ferri di armatura scoperti, per una stima dei costi di 70 mila euro.

A seguire, col medesimo grado di priorità, il cedimento dell’opera di protezione per la strada del termo (costo stimato in 35 mila euro). Al grado di priorità due il muro di piazza Castello,  per una protezione delle fondazioni tramite scogliera da 150 mila euro, il ponte di strada Volpina, per il degrado della soletta, e una stima dei costi da 50 mila euro, il ponte su strada Requaglia che presenta ferri di armatura in parte scoperti e intaccati dalla ruggine (costo complessivo 20 mila euro). Stesso problema per il ponte in strada Rebba (15 mila euro). Minore l’importo per risanare le situazioni sul ponte di strada San Bernardo. “L’elenco – prosegue Lantero – è stato redatto in tempi ridottissimi. Non possiamo non criticare le modalità di questa operazione. Ancora una volta ci si dimentica che l’Italia è fatta soprattutto di comuni medio e piccoli che non possono usufruire delle strutture dei grandi enti”. Ancora più in difficoltà, in quest’operazione, si sono trovati i paesi. “Fa rabbia – conclude Lantero – e mortifica la nostra azione politico e amministrativa questo atteggiamento impositivo nel richiedere risposte immediate, un atteggiamento da parte degli organismi ministeriali che ci pare addirittura prevaricatore e oppressivo”. Ad alzare la voce contro le modalità di questa richiesta era stata anche l’Anci, l’associazione dei comuni italiani, che ha fortemente criticato il termine stabilito al 30 agosto per la consegna delle relazioni.

 

15/09/2018
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