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Ovada

Damilano: gli alunni raccontano la città

Gli studenti della VA alla scoperta delle ricchezze architettoniche, della tradizione popolare e delle "gioie" dell'enogastronomia locale
OVADA - Nella prima parte dell’anno scolastico, noi ragazzi della VA di via Fiume, accompagnati dalle nostre maestre, abbiamo visitato la città di Ovada. E’ stata davvero una piacevole passeggiata che ha preso il via da piazza Castell o. Il nome di questa piazza deriva appunto dal castello di Ovada, che si ergeva nella punta dello sperone roccioso formato dalla millenaria erosione dei torrenti Orba e Stura; il castello era circondato dall’acqua sui 3 lati, protetto da mura quasi impenetrabili, con un ponte levatoio e un fossato. Fu demolito nel 1855 perché, dopo numerosi combattimenti, era rimasto solo un rudere. Siamo saliti poi verso la loggia di San Sebastiano: è di costruzione prettamente romanica e risale circa all’anno 1000. Inizialmente era una struttura piccola che venne poi ingrandita con l’aumentare della popolazione del borgo. Si trova nella parte vecchia di Ovada; davanti alla loggia si svolgevano dei mercati e abbiamo scoperto che nei tempi antichi gli Ovadesi utilizzavano antiche forme di misura, come il Braccio la Canna e molte altre che non avevamo mai sentito neppure nominare. 

La Loggia è affiancata dall’Oratorio di San Giovanni (Patrono di Ovada), che conserva al suo interno numerose opere d’arte, la cassa di San Giovanni e una cassa più piccola raffigurante Gesù battezzato nel fiume Giordano. Nel 1700 è stato ristrutturato e decorato secondo lo stile dell’epoca. Vi è conservato pure un organo del 1882 e nel corso degli anni si è arricchito di arredi, argenti e sculture. Il 24 giugno una solenne processione si muove per le vie di Ovada: si tratta di una delle più belle e sentite manifestazione ovadesi che richiama in Ovada anche molti turisti, soprattutto liguri! Nel corso della nostra passeggiata abbiamo potuto anche osservare, dall’alto dei due ponti, i 2 fiumi alla cui confluenza sorge la città di Ovada: l’Orba e lo Stura ( e così abbiamo potuto ripassare anche la geografia e i concetti di “sorgente”, “affluente”, “torrente”…L’Orba è un importante torrente del Piemonte, affluente del Po, lungo 68 Km, con una fauna ”spettacolare”: ci vivono infatti l’airone cinerino, le anatre, le libellule e le nutrie! Lo Stura invece è lungo 30 Km, è ricco di trote e in alcuni tratti si può percorrere con le canoe!

E dopo qualche momento di relax che ci siamo concessi nella contemplazione dei fiumi…via, di nuovo alla scoperta di Ovada! Siamo andati a visitare la Chiesa principale della città, quella di N.S.Assunta, consacrata a Lei nel 1781la Chiesa dell’Immacolata Concezione, dei Francescani e quella degli Scolopi, una delle più antiche! Non ci siamo scordati dei 2 parchi ovadesi (il Pertini e quello di villa Gabrieli) né dell’ interessantissimo museo Maini, dedicato a questo importante naturalista ovadese! Che bello studiare storia e geografia nella nostra città Maria, Sara, Patrik, Marco, Giulio, Adriano, Linda,  Pietro Pestarino.

Cibi tipici Al primo posto, tra i cibi più squisiti vogliamo mettere le castagne, quelle cotte nella classica padella con i buchi…che buone! Grazie alla grande densità di castagni dei nostri boschi, abbiamo scoperto che per secoli sono state fonte di sostentamento della comunità rurale. Spesso sono accompagnate da un buon bicchiere di vino dolcetto. Il territorio dell’ovadese è, infatti, per merito delle sue dolci colline e del clima favorevole, molto adatto alla produzione del famoso dolcetto di Ovada, un vino DOC, con una gradazione alcolica di 12,5 gradi.  Altri cibi tipici di Ovada sono: la farinata (la squisita torta salata bassa a base di farina di ceci), gli Splinsugni d’Uo ( cioè gli amaretti realizzati con mandorle, zucchero, albume d’uovo e vaniglia ), i “biscotti della Salute”, gli “agnolotti” ( pasta fresca con carne ) e molti altri! Non dimentichiamo il tartufo! L’ovadese infatti è zona di raccolta di ottimi tartufi bianchi! E dopo una tale mangiata…bisogna smaltire!

E sport  Dedichiamoci allora agli sport locali: tra tutti il più famoso è certamente il tamburello. Si tratta di uno sport di squadra che si gioca quasi come il tennis, utilizzando al posto della racchetta , un tamburo di legno;  viene praticato da noi, come  in molte altre regioni d’ Italia,  da tempi immemorabili. Il gioco prevede squadre formate da quattro giocatori e abbiamo saputo che una delle più famose formazioni di Ovada è stata quella di Tasca, Briata, Perfumo, Caneva. Un altro sport, molto amato dagli ovadesi è il ciclismo. Abbiamo scoperto che proprio ad Ovada è nato Gian Carlo Martini, che ha rappresentato l’Italia ai mondiali di ciclismo a Waregem, in Belgio, nel 1957 e a Reims, in Francia nel 1958.  (Samuele, Isabella, Cristian, Leonardo, Noel e Giulia)

3/12/2017
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