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Ovada

Dal rendiconto il tesoretto della discordia

Il bilancio 2017 ha prodotto un avanzo di 518 mila euro. L'assessore al Bilancio: "Pi soldi per le opere pubbliche". L'opposizione: "Non siete in grado di spendere ci che chiedete in termini di tasse"
 
OVADA - E’ di 31.391.591 euro, al netto dei debiti, il patrimonio degli ovadesi stimato con il rendiconto di gestione 2017 approvato lunedì scorso in consiglio comunale. Dallo stesso si è determina un risultato positivo, in soldoni un avanzo di bilancio, pari a 518. 54 euro. “Il 2017 – è intervenuto l’assessore al Bilancio, Giacomo Pastorino – ha visto investimenti per 1.441.827 euro. La manutenzione era uno degli impegni presi quattro anni fa in campagna elettorale. Ce n’è ancora molto bisogno ma la stiamo portando avanti. Sulle politiche sociali abbiamo investito 864.237 euro, mentre per settori importanti come cultura, sport e qualità della vita in genere la cifra si aggira sui 424 mila euro. Nel 2014 l’indebitamento pro capite si attestava a 548 euro, ora è sceso a 410. Le entrate tributarie, rispetto al bilancio di previsione, sono state accertate al 96.9% e riscosse per l’86.46%. La cifra in avanzo sarà utilizzata per ulteriori lavori. Abbiamo già avanzata alla regione la richiesta per maggiore flessibilità nella possibilità di spendere”. Il documento contabile è stato approvato con il voto contrario di tutta la minoranza.

“Non riuscire a spendere denaro ricavato dalle tasse – ha attaccato il consigliere del Movimento Cinque Stelle, Emilio Braini – è un grave demerito perché significa non essere in linea con le reali necessità della città. L’amministrazione non riesce a dare la svolta necessaria per modificare la vita della città”. “La valutazione da fare – ha aggiunge Giorgio Bricola, Patto per Ovada – deve considerare al tempo stesso lo stato del patrimonio e il degrado delle proprietà. Da tempo facciamo notare che c’è un problema su questo fronte. Non lo si sta affrontando e anche questo è un valore che i cittadini perdono. Motivo di preoccupazione sono poi le situazioni debitorie della Servizi Sportivi, dell’Ipab Lercaro e della Saamo, quest’ultima molto peggiorata negli ultimi anni. L’avanzo di bilancio? Mi sembra alto. Succede perché dagli uffici si richiede troppa sicurezza”.  “In entrata – ha precisato Mauro Rasore, capogruppo di Essere Ovada – c’è sempre una grande flusso. I conti sono a posto ma molto spesso i soldi non vengono spesi per lacci che determinano un sistema per cui il denaro stesso non torna mai indietro. E allora dove va a finire?”.

 
28/04/2018
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