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Ovada

Centro storico: cosa fare per rilanciarlo?

C’è chi parla di una lenta agonia. E le zone minori sono ostaggio di degrado e sporcizia. "Una manifestazione ogni tanto non è sufficiente. Ci vuole ben altro"
 OVADA - Di centro storico si parla da anni. Sia dal punto di vista dell’aspetto di vie e piazze e dell’arredo urbano, sia dal punto di vista della sua vitalità. L’argomento torna prepotente al termine di un’estate che ha fatto registrare un nuovo interesse nei confronti della città, con tanti stranieri che l’hanno frequentata alla ricerca degli angoli più interessanti e particolari. La stilettata arriva da Giorgio Bricola, capogruppo di Patto per Ovada, da sempre molto attento alla questione. “La situazione del quartiere è un caso lampante del disinteresse totale del Comune – il suo affondo - Non bastano due manifestazioni, di sera non c’è un anima. Abbellire e rianimare la città vecchia sarebbe un antidoto al degrado”. Nell’ultimo anno e mezzo il restyling della parte vecchia ha toccato via San Paolo, piazza Assunta e l’area di piazza Mazzini. Zone sotto gli occhi di tutti che rappresentano quindi il biglietto da visita. C’è però un “centro storico minore”, l’intrico di viuzze che collegano le parti principali, spesso dimenticate. Si fa portavoce della protesta  Daniele Perasso, residente in via Gilardini. “I problemi sono tanti - spiega, elencando i guai di una via che porta anche al rinnovato quartiere Aie -. Hanno cambiato i lampioni ma hanno lasciato zone buie, l’autunno scorso dopo un lavoro nel sottosuolo è stato rifatto l’asfalto in maniera inadeguata: ci avevano promesso che sarebbe stato sistemato ma stiamo ancora aspettando”. La risposta arriva direttamente dall’assessore ai Lavori Pubblici, Sergio Capello.

“L’asfalto pasticciato di via Gilardini sarà rifatto da Gestione Acqua a settembre, nell’ambito di un piano che riguarderà anche altre vie dove ci sono stati cantieri”. Non va molto meglio in altri punti, da via Santa Teresa, a via Madonnetta e via Voltegna, da via Bordo di Dentro a via Bisagno, dove ogni angolo si trasforma in una latrina per i cani di padroni maleducati. Un problema mai arginato veramente, nonostante le manifestazioni di intenti. Rimane poi il nodo irrisolto di un progetto più ampio di valorizzazione, più volte abbozzato ma mai perseguito in maniera organica. Un vero peccato per chi nella parte vecchia della città riconosce potenzialità importanti, mai del tutto sfruttate.

 

9/09/2018
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