Ovada

Campora: il saluto di Ovada e del "suo" Borgo

Un ricordo commosso e accorato per uno degli ultimi testimoni della Resistenza sui monti dell'Ovadese. Oggi seconda parte del Festival Pop della Resistenza con le testimonianza di Cinefra e Ghiglione
 OVADA - Una lunga scia di commozione ha accompagnato l’ultimo viaggio di Gino Campora, il compagno “Ciapaiev”, scomparso l’altro giorno all’età di 92 anni, un mese dopo la moglie e compagna di una vita Luciana Ferrando. A tributare il saluto dovuto a uno degli ultimi testimoni diretti della lotta di Liberazione sulle colline del territorio tanti ovadesi, soprattutto tanti volti del Borgo, dov’era nato il 20 aprile del 1925 e dove tanti giovani hanno fatto la sua scelta di diventare militari agli ordini del comandante Borro. La figura di Campora è stata ricorda anche ieri sera alla Loggia di San Sebastiano, nella prima parte del Festival Pop della Resistenza che proseguirà oggi, dalle 16.00 con la voce di Gianpiero Alloisio. Una vita a cavallo della guerra quella di Campora, una parentesi che era solito condividere con gli stava vicino. Proprio al Borgo costruttore di stivali militari. Alla fine del conflitto riprese la sua vecchia attività e diventò un apprezzato artigiano di calzature in via Lung’Orba. Tra le passioni più presenti quella delle bocce che lo portò a diventare vincere il titolo italiano in serie B, in coppia con Gino Olivieri. I boschi tornò a frequentarli, ma solo come apprezzato cercatore di funghi. Negli ultimi anni della sua vita Campora ha vissuto con la figlia Ines in strada Sant’Evasio. Ora riposerà presso il cimitero di Ovada.

 

 

15/04/2018
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