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Ovada

Adele Viglietti: un concerto storico col maestro Muti

Con l'orchestra Cherubini si è esibita in Iran con un programma incentrato su Verdi. "Suonare con il maestro? Un'immersione totale nella musica"
OVADA - Un concerto storico. Due settimane fa per a prima volta dopo 45 anni di un’orchestra sinfonica a Teheran. A portare i giovani musicisti della Cherubini e la musica di Giuseppe Verdi in Iran è stato il maestro Riccardo Muti. A fissare il momento le telecamere di Rai1. Spalla della formazione nata proprio per formare nuovi musicisti la violinista ovadese Adele Viglietti, 21 anni, al secondo dei tre anni previsti per la collaborazione con il grande direttore d’orchestra. Nei giorni scorsi era a Ovada per qualche giorno di stacco. “Abbiamo portato – racconta – parti della “Forza del destino” e del Macbeth”. All’inizio è stata un’esperienza strana fondere due formazioni musicali così diverse. La loro orchestra è rinata solo qualche anno fa”. Lo stesso Muti ha confermato che per una volta il messaggio di unione e fusione tra le culture era più importante dell’esecuzione musicale. In passato c’è chi ha cercato di dirigere in Iran e non ci è riuscito. Accanto all’orchestra si sono esibiti un tenore, un baritono e un basso; non un soprano. “Le donne non possono cantare in pubblico – prosegue – Noi abbiamo suonato con il velo   (rosso ndr) e portato sempre maniche e pantaloni lunghi. Eppure l’accoglienza è stata splendida”.

L’ambizione è sempre la stessa. “Voglio essere primo violino in una grande orchestra”. Lavorare al fianco di un maestro del calibro di Muti la grande occasione. “E’ una totale immersione nella musica – prosegue la giovane musicista – che richiede un alto livello di concentrazione. Ti siedi, inizi a suonare e non hai più una reale concezione del tempo. Potresti farlo per ore”. Lo studio quotidiano alla ricerca del perfezionamento è l’unica cosa che conta. A settembre il lavoro riprenderà con l’accademia che lo stesso Muti ha creato per nuovi direttori d’orchestra e cantanti. C’è stato anche il tempo per lo spettacolo di chiusura del Festival dei due mondi a Spoleto. Negli ultimi anni la concorrenza, sempre serrata, è arrivata da paesi che si sono aperti alla musica classica. “L’Asia soprattutto, Corea e Giappone. Pianoforte e violino gli strumenti che riscuotono maggiore interesse. Presto arriverà la Cina. I numeri crescono rapidamente. Per i giovani musicisti studiare in Italia e poi tornare ha un enorme valore. La musica nel nostro Paese? Non viviamo un momento storico favorevole. Eppure la cultura dovrebbe essere un valore fondamentale, specie dov’è nata”. L’anno prossimo termineranno i tre anni di apprendistato, l’occasione per avviare una strada nuova. “Le opportunità si presentano – conclude Viglietti – Il bando per la Cherubini è stata una sorpresa. A tempo debito deciderò. Non escludo la possibilità di proseguire all’estero. Anche se continuare a suonare in Italia sarebbe il massimo”. 

13/08/2017
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