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Mondiali di Calcio 2018

Sono Mondiali per giovani

Rispettosi del tabellone dei Mondiali di Calcio, abbiamo a malincuore attraversato gli Urali e ci siamo trasferiti a Kazan, capitale della Repubblica del Tatarastan. Siamo giunti qui attratti da Francia e Argentina e dal ruolo che questa città sta assumendo nel mondo
Rispettosi del tabellone dei Mondiali di Calcio, abbiamo a malincuore attraversato gli Urali e ci siamo trasferiti a Kazan, capitale della Repubblica del Tatarastan. Siamo giunti qui attratti da Francia e Argentina e dal ruolo che questa città sta assumendo, lontano dalle consapevolezze di un occidente che continua a sentirsi il centro del mondo, senza capire che delle sue tante egemonie una delle poche a salvarsi sarà, forse, proprio quella calcistica.
Proprio a Kazan, invece, possiamo capire, con un misto di disagio e di meraviglia, che “verso l’oriente l’Impero dirige il suo corso”. Mentre la Transiberiana rimane la vestigia di una Russia romanzesca, bloccata in un passato che ci piace pensare immoto, come a tutti i turisti; Kazan sarà il capolinea del primo treno ad alta velocità della Russia di Putin: una linea che si snoderà da Mosca per 800 Km e ridurrà la distanza tra le due città da 14 ore a 3 e mezza. Un’opera di dimensioni epocali che rappresenta solo un segmento di una traiettoria ancora più estesa, che da Pechino porterà proprio a Ekaterinburg da una parte e all’Europa dall’altra.

Nelle città di questo campionato del mondo si percepisce l’energia sprigionata dalle contraddizioni della crescita, con i suoi oligarchi coatti e smodati, il gangsterismo endemico, periferie di estrema miseria inondate di vodka di pessima qualità ma, insieme a tutto questo, milioni di sguardi proiettati nelle opportunità del futuro, con l’ambizione dei popoli giovani. Se il secolo americano nacque nella Union Station immortalata ne ‘Gli Intoccabili’ citando la scena più rivoluzionaria de ‘La corrazzata Potemkin’; il secolo orientale nasce sui binari di questa che i Cinesi chiamano la “nuova via della seta” e punta diritta verso di noi. Agli occhi di queste nuove genti, il calcio europeo e sudamericano deve apparire come a noi la filosofia greca o la musica classica asburgica: il sublime lascito di una cultura in dissolvenza, come dimostrerebbe anche la contemporanea caduta degli yin e yang Messi e Ronaldo anche se, come previsto, il secondo sembra solo inciampato e pronto a ricominciare da capo.

Ma come tutti i fatti universali il calcio si rinnova nelle cadute dei suoi eroi, investendone di nuovi. Se c’è una cosa che colpisce della Francia che ha battuto l’Argentina, non è più la capacità di incrociare etnie, ma di far convivere generazioni. Il burbero Deschamps fa da guida al maturato Pogba, con il suo talento ormai assennato e al il volto glabro del ventiduenne Pavard, il cui goal è un gesto estetico che potrebbe finire sulle bustine delle figurine,come la rovesciata di Parola, tanto è emblematico della bellezza che può regalare questo sport da incoscienti. Soprattutto custodisce il sorriso disarmante e gioioso dell’immarcabile diciannovenne Mbappè, un calciatore ragazzo con, Uruguay permettendo, tutta la vita davanti.

Dasvidania Tovarishes.

1/07/2018
Simone Farello
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