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Opinioni

Le undici "frecce" di Unarco

"Per proteggere la nostra città dalla crisi non ci limitiamo ad aprire gli ombrelli". La determinazione di un gruppo affiatato di artigiani, commercianti, esercenti e liberi professionisti di Giaveno (Torino) suscita interesse e interrogativi anche qui da noi
OPINIONI – Quando il lavoro diventa piacere accadono occasioni come questa. Anzichè dirigermi verso il traffico, il caos e lo smog di qualche grigia metropoli del nord Italia, per raggiungere un appuntamento fissato telefonicamente o per una improbabile e noiosa intervista, vengo cortesemente invitata a Giaveno, piccolo grande paradiso della Val Sangone, piacevole da percorrere sia per i monumenti generosamente incastonati nel territorio, sia per l'amore dimostrato dai suoi abitanti nei confronti della propria terra.
A tal proposito oggi sono qui a parlarvi di Unarco... (Unione Artigiani e Commercianti Giaveno) e delle sue undici frecce.
Si tratta di Rita Alloggio, Paolo Battaglia, Rodolfo Biolcati Rinaldi, Benito Fioriti, Roberto Fioriti, Maurizio Jannucci, Enrico Monticone, Vincenzo Raimondi, Alessandra Sparacia segretaria uscente e Angelo Torelli, soci fondatori nonchè comitato direttivo di questa associazione, nata il 14 ottobre 2014 che riunisce ormai circa 200 associati tra artigiani , commercianti esercenti e liberi professionisti della città di Giaveno, allo scopo di appoggiare, valorizzare e promuovere le attività del piccolo commercio e dell'artigianato locale, e da ottobre 2016 con l’apertura della partita iva anche l’organizzazione di eventi in genere sul territorio.

In un contesto semi-alpino, ricco di storia e di tradizioni, gli abitanti di Giaveno non accettano di arrendersi alla cementificazione nonostante la crescente vicinanza di enormi centri commerciali e sistemi di vendita innovativi che si aggiudicano una enorme fetta di mercato, ma resistono con orgoglio e non senza difficoltà attività di vendita e di servizi, grazie alla continua messa in pratica di idee geniali ed obbiettivi mirati a promuovere ed incoraggiare il turismo.
-Non è affatto facile cara Silvia- a parlare è Angelo Torelli, carabiniere in congedo nonchè Presidente di Unarco. -La crisi colpisce duro tutti i settori e noi, che viviamo prevalentemente di turismo, non siamo stati più fortunati, prima che la situazione divenisse irreversibile abbiamo dovuto rimboccarci le maniche, metterci intorno ad un tavolo ed inventarci qualcosa.-
Unarco è nata principalmente con lo scopo di offrire servizi e consulenze propri di qualsiasi altra associazione di commercianti ma oggi, dopo enormi sacrifici può considerarsi alla stregua di un’ associazione di categoria, al quale gli associati possono rivolgersi per chiedere soluzioni a problemi che si presentano giornalmente, ma anche trovare amici e colleghi che sanno cosa vuol dire attraversare momenti bui e si adoperano affinchè questi siano sempre meno frequenti.

Ed ecco il vero motivo del mio interesse per Unarco.
Si sente parlare di Giaveno sempre più spesso ultimamente, una cittadina di poco meno di 17000 abitanti che sforna eventi ed iniziative meglio di un'impresa che lo fa per mestiere, sono affascinata dalla quantità ma soprattutto dalla qualità delle idee che ho visto mettere in pratica per attirare e promuovere il turismo, per portare un beneficio alle attività commerciali di tutto il paese, nessuna esclusa.
Poi incredibilmente scopro che l'ufficio turistico, che avrebbe una funzione primaria e fondamentale di collegamento tra attività commerciali e turisti e che un tempo era gestito dal comune ha chiuso i battenti da più di un anno, senza che si avesse più notizia della sua apertura nonostante le continue richieste e lamentele da parte della cittadinanza e dei commercianti.

Mi domando quindi "da dove arriva tutto questo fermento, questa voglia di mettersi in vetrina? e perchè no, da dove arrivano i fondi per finanziare queste iniziative?". Beh, sappiate che la maggior parte delle iniziative, anche se mai abbastanza pubblicizzate, portano la firma di Unarco, dove sono stati investiti impegno e sacrifici dei suoi 13 consiglieri (undici effettivi più due consulenti esterni), e dei loro associati.
Basti pensare all'organizzazione e alla messa in pratica del viaggio per Expo in occasione della sua inaugurazione, alla sfilata in maschera per le vie della città in occasione della festa di halloween, o alle due brillanti edizioni di 'Natale in vetrina', dove è stata premiata l'attività commerciale con la vetrina più bella in tema natalizio e che ha attribuito all'intera città quel clima festoso che si era ormai quasi perso del tutto.
Non dimentichiamo i mercatini di Natale, che non sono certo stati sponsorizzati dall'amministrazione comunale o da associazioni minori, che però hanno velatamente lasciato che la pubblica opinione e chi come me non conosceva il 'dietro le quinte', gliene attribuisse il merito.

-Abbiamo illuminato Giaveno in un modo che non avrebbe sfigurato sulla copertina di una rivista glamour, curata da professionisti del settore- prosegue il Presidente -sempre nel periodo natalizio Unarco ha organizzato due cene, due serate presso il Santuario Nostra Signora di Lourdes a Selvaggio di Giaveno, dove Vincenzo, uno dei consiglieri, ha messo a disposizione l' intero staff del suo bar ristorante, preparando oltre 450 coperti. Con le relative entrate, col contributo aggiuntivo di qualche socio e poche altre offerte da parte di simpatizzanti, sponsor e Comune, siamo riusciti ad illuminare Giaveno e le sue principali attrazioni come in una fiaba, senza contare la pista del ghiaccio, la filodiffusione ed i gazebi per i mercati natalizi. Una Giaveno bella così non l'hanno mai vista-.
Intuisco una certa amarezza nella voce del presidente di Unarco quando mi spiega che ben pochi hanno capito a chi va veramente il merito di un tale successo, -Non ci dedichiamo abbastanza alla comunicazione perchè siamo troppo presi a inventarci sempre qualcosa di nuovo, e così capita che vengano fatti da parte di altre associazioni, dei 'copia e incolla' o dei fac simile dei nostri programmi/eventi-.

-Recentemente si è costituita una piccola associazione di alcuni commercianti che riguarda soltanto il centro storico, per certi versi questi ultimi hanno gioco facile perchè si preoccupano di organizzare ed allestire soltanto un paio di strade, generando non poca confusione, questo comporta meno difficoltà organizzative, meno impegno economico e, a quanto pare, più facilità ad ottenere i vari permessi, ma di certo questo non aiuta a costruire l'immagine giusta che noi vogliamo dare al nostro paese, la solidarietà, l’unione per passione ed i rapporti umani sono sempre stati al primo posto, valorizzare e sponsorizzare un paio di strade e lasciar morire le borgate, vivere bene in pochi, (non si sa nemmeno per quanto) e voltare la testa dall'altra parte mentre il tuo compaesano, vicino, amico... soccombe... non è nello stile giavenese e tanto meno nel nostro-.
Lo scorso anno i commercianti del centro storico, tramite una persona esterna al commercio, hanno avuto una brillante intuizione riproponendo un evento nato all’estero e collaudato in molte altre citta’ Italiane 'sotto un cielo di ombrelli', ricevendo i complimenti da parte di amministrazione e di chi ne ha potuto apprezzare l'effetto scenico, rimane il fatto che la scelta di concentrarsi esclusivamente sulle vie centrali non è nè astuta nè tantomeno lungimirante.
E' da pazzi pensare di rilanciare l'immagine di un paese importante come Giaveno promuovendo solo il centro storico, in poco tempo si spegnerebbe ogni interesse ed anche gli ombrelli colorati, una volta chiusi non avrebbero più il loro fascino.
Sarà dura per l'intero paese continuare a contrastare 'il nemico' che ci soffia sul collo e che di certo non è il piccolo commerciante della strada accanto ma le grandi catene di supermercati che da quanto appreso da notizie emerse recentemente dal web, presto apriranno al posto della ex cartiera riqualificata di Giaveno, e in altre due localizzazioni sul territorio, oppure questo nuovo sistema di e-commerce dove una delle piu’ grandi aziende internazionali di commercio elettronico Amazon la fa da padrona con la nuova apertura dello stabilimento di Avigliana.

I soci Unarco che sono molto preoccupati per questa situazione tacitamente e giornalmente svolgono le loro 'indagini' meglio di un'agenzia di spionaggio, scoprendo l'enorme volume di affari, che con le consegne a domicilio di Amazon sta operando nel loro territorio, basta vedere quanti furgoni di padroncini e corrieri transitano agni giorno sul territorio Giavenese, proprio nel momento in cui colleghi di molto più ristrette vedute sono impegnati a trascinare il turista nel centro storico, lontano dalle borgate.
-Noi non facciamo la guerra a nessuno, siamo sempre stati una associazione apolitica- mi confida Angelo- e continueremo ad esserlo, non si accettano compromessi- conclude con il tono di chi sa di cavalcare un ideale nobile quanto difficile, ma non è accettabile che in tutto il mondo si parla di unirsi e solo a Giaveno ci si divide.
-Adesso devo cercare di mettere in atto qualcosa di importante per Giaveno, dobbiamo...io e quei dodici matti- aggiunge sorridendo- tra pochi giorni presenteremo il programma degli eventi di Unarco per il 2017 e allora avremo ancora più lavoro da fare, ci piace mantenere ogni promessa e fin'ora ci siamo riusciti, trasformeremo il nostro paese nell'enorme centro storico della Val Sangone, anche attraverso Tour mirati dove le borgate (Giaveno ne conta tantissime) diventeranno parte attiva del paese ed i turisti arriveranno da ogni parte per visitarle.
Mentre Angelo si infila la giacca faccio le mie considerazioni. Sono rapita dalla determinazione di questa gente disposta a difendere con le unghie e con i denti la sua terra e credo sia un delitto non affidargli per lo meno la gestione dell'ufficio turistico locale piuttosto che tenerlo chiuso, dopotutto se ne stanno già occupando da diverso tempo e pare che nessuno abbia dimostrato di saperlo fare meglio di loro.
Un paese, così come una Regione o uno Stato, non dovrebbe essere di chi lo amministra o di chi lo sfrutta, ma di chi lo ama, di chi lo difende come un figlio, di chi lo vuol vedere star bene e rifiorire interamente e non soltanto in apparenza, sarebbe come rifargli il trucco per poi lasciarlo morire di cancrena.
Saluto cortesemente il presidente di Unarco e dopo aver ricevuto mille inviti a ritornare in qualità di ospite, mi faccio una passeggiata per il paese, mi sento tranquilla qui, quasi come fossi costantemente sotto controllo, forse è la Sacra di San Michele sempre bellissima, che da lassù non si perde nemmeno una puntata, forse lei lo sa già come andrà a finire, forse anche lei sta pensando come me: "buon lavoro ragazzi!"
2/04/2017
Silvia Sabatini
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