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Novi Ligure

Ilva, scongiurato lo stop. E arrivano 30 milioni per l'indotto

La Regione Puglia ha rinunciato alla richiesta di sospensiva avanzata contro il decreto Ilva: gli stabilimenti non rischiano più di fermarsi a gennaio. Inoltre sono stati stanziati 30 milioni di euro che saranno immediatamente utilizzati per pagare le ditte dell'indotto. Muliere lancia l'hashtag #saveIlva2018 e fa appello alla responsabilità
ROMA – Il tormentato 2017 dell’Ilva si chiude con due buone notizie. La prima: Regione Puglia e Comune di Taranto hanno rinunciato alla richiesta di sospensiva avanzata contro il decreto governativo che fissa il piano ambientale per l’acciaieria pugliese; gli impianti Ilva dunque non rischiano più di fermarsi. La seconda: sono stati stanziati 30 milioni di euro che saranno immediatamente utilizzati per pagare le ditte dell’indotto.

La Regione Puglia alla fine di novembre aveva presentato un ricorso contro il decreto del presidente del Consiglio che fissa i parametri per la nuova autorizzazione ambientale dello stabilimento di Taranto, senza la quale la fabbrica non può produrre. Insieme al ricorso, il governatore pugliese Michele Emiliano aveva presentato anche una richiesta di sospensiva, che si sarebbe dovuta discutere il 9 gennaio prossimo: in caso di accoglimento, l’acciaieria avrebbe dovuto spegnere immediatamente gli impianti, con gravi ripercussioni anche sugli stabilimenti di Novi e Genova. Il pericolo non è ancora totalmente scampato: Emiliano ha rinunciato sì alla richiesta di sospensiva, ma non al ricorso.

È pienamente attuale, quindi, l’appello del sindaco di Novi Ligure Rocchino Muliere, che ieri ha fatto gli auguri per il nuovo anno ai lavoratori della fabbrica di strada Boscomarengo e alle loro famiglie, lanciando l’hashtag #saveIlva2018: «Spero con tutto il cuore che venga riaperta la trattativa per la cessione dell’Ilva e che si proceda alla bonifica del sito di Taranto. L’attività produttiva del gruppo siderurgico deve continuare per il futuro di migliaia di lavoratori e delle loro famiglie».

Quanto ai 30 milioni per le imprese dell’indotto, la deputata del Pd Cristina Bargero ha fatto sapere che «grazie a un’anticipazione finanziaria di Banca Intesa, l’amministrazione straordinaria dell’Ilva pagherà oggi 30 milioni di euro saldando la quasi totalità dei crediti scaduti accumulati fino al 10 dicembre 2017 [il pagamento di una piccola parte residuale avverrà nei primi giorni di gennaio; ndr]. I 30 milioni si aggiungono ai 220 milioni erogati dall’Ilva alle imprese fornitrici nel corso del 2017, per un totale di 250 milioni».
«Credo sia una buona notizia per le circa 4 mila aziende coinvolte nell’indotto che gravitano attorno all’Ilva, circa la metà delle quali suddivise fra Piemonte, Liguria e Lombardia – ha commentato Bargero, membro della commissione Attività produttive – Questo è un grosso passo avanti a tutela dei lavoratori e delle aziende, passo avanti che si è potuto compiere grazie al lavoro meticoloso e organico del Governo».
29/12/2017
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