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Novi Ligure

Crisi Ilva, Muliere chiama a raccolta la città: "Giovedì al fianco degli operai"

Mirko Oliaro (Fiom): "All'Ilva di Novi Ligure ci sono 750 dipendenti e sono stati annunciati 54 esuberi. Eppure ogni giorno una trentina di persone arriva dallo stabilimento di Genova a coprire le carenze d'organico". Giovedì la manifestazione con il corteo per le vie della città
NOVI LIGURE – Ha chiamato a raccolta i parlamentari locali, i rappresentanti della Regione e della Provincia, oltre a tutti i gruppi consiliari. Il sindaco Rocchino Muliere ieri ha incontrato i sindacati dei metalmeccanici e una rappresentanza dei dipendenti dell’Ilva, e ha chiesto alla politica di fare fronte comune: «Giovedì saremo in piazza al fianco dei lavoratori, perché questa fabbrica è vitale per la città».

In municipio ad ascoltare le ragioni dei sindacati c’erano tutti: i senatori Daniele Borioli, Federico Fornaro e Manuela Repetti, i deputati Fabio Lavagno e Cristina Bargero, il consigliere regionale Walter Ottria e il vicepresidente della Provincia Federico Riboldi, oltre ad assessori e consiglieri comunali. I rappresentanti dei lavoratori hanno apprezzato la solidarietà delle istituzioni e lo stop imposto ad Am InvestCo dal ministro Carlo Calenda, «ma non accetteremo che la vicenda Ilva diventi una passerella pre elettorale da parte di chi il Jobs Act l’ha voluto e votato», ha detto il segretario provinciale della Uilm Alberto Pastorello.

Annunciando la manifestazione di giovedì 19 ottobre – quando a Novi i lavoratori dell’Ilva si fermeranno per uno sciopero di 8 ore su tutti e tre i turni e sfileranno fino ai giardini pubblici di viale Saffi per il comizio conclusivo – Mirko Oliaro della Fiom ha spiegato che la fabbrica di strada Boscomarengo avrebbe addirittura bisogno di nuove assunzioni, altro che tagli: «All’Ilva di Novi ci sono 750 dipendenti e sono stati annunciati 54 esuberi. Eppure ogni giorno una trentina di persone arriva dallo stabilimento di Genova a coprire le carenze d’organico».

A bruciare è anche l’intenzione da parte di Am InvestCo di annullare gli scatti d’anzianità e i vantaggi del contratto integrativo, e di disapplicare l’articolo 18 riassumendo tutti con il Jobs Act. «Lavoro all’Ilva da 23 anni – ha detto ad esempio Massimiliano Repetto – Da neo assunto potrei essere cacciato con il pagamento di appena quattro mensilità». Moreno Vacchina (Fim): «Chiederanno ai dipendenti di firmare un documento per manlevare l’azienda da ogni responsabilità». «Investimenti e manutenzione sono stati stoppati per risparmiare e “fare cassa” in vista della cessione», ha detto ancora Oliaro.

Da parte sua, Muliere ha voluto anche ricordare la situazione dell’indotto e degli autotrasportatori in particolare, «coinvolti dai mancati pagamenti». La deputata Bargero ha sottolineato che «l’Ilva era sull’orlo della chiusura e il governo è riuscito ad evitarla», ma ha ammesso che «la gestione commissariale è durata troppo, allontanando gli investimenti. Ora bisogna ripartire». Da parte di Fornaro l’impegno a chiedere «la modifica della norma sui licenziamenti collettivi» già con il decreto fiscale che sta per arrivare all’esame del parlamento.
17/10/2017
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