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Alessandria

"AlterEgo": combattere la violenza sulle donne lavorando con gli uomini che le aggrediscono

Abbiamo incontrato l'équipe che segue, grazie a un progetto d'avanguardia, i maschi autori di violenze contro le donne per offrire loro un percorso di consapevolezza e terapia con l'obiettivo di depotenziare il fenomeno, aiutando gli uomini aggressivi a trovare strade differenti per relazionarsi con l'altro sesso. Ecco come funziona
ALESSANDRIA - In provincia da ormai 10 anni è operativo il centro antiviolenza Me.dea, luogo imprescindibile di supporto per donne che subiscono violenza da parte dei compagni, dei mariti, degli uomini presenti con costanza nelle loro vita. I risultati raccontano di contatti in aumento, figli da un lato di più coraggio nel denunciare e chiedere aiuto, dall'altro di un fenomeno che comunque non sembra ancora, purtroppo, in diminuzione. Esiste però un altro fronte d'intervento possibile, parallelo al supporto alle donne, tanto fondamentale quanto urgente, ed è quello che riguarda l'incontro con gli uomini violenti, così da fornire ascolto e strumenti per lavorare su stessi, perché senza un'adeguata assistenza è difficile pensare che il fenomeno si riduca spontaneamente. Abbiamo posto alcune domande a Renzo Sacco, presidente di Coompany & SCS e all'équipe che si occupa del progetto "AlterEgo": ecco le loro risposte. 


Quando è nato il progetto e come funziona?
L'avvio del progetto AlterEgo, finanziato dalla Regione Piemonte, risale ai primi mesi del 2018, l'apertura dello sportello rivolto agli uomini ha aperto nel mese di giugno 2018. In realtà il desiderio e l'idea progettuale hanno iniziato a prendere forma parecchio tempo prima. Da tempo, infatti, insieme ai partner progettuali (APS Me dea, Coompany & SCS, centro di psicoterapia psicodinamica GAPP, UEPE Alessandria, Società di formazione IO VOLO e Italia che Cambia ) ci si interrogava sulla necessità di trovare altre angolature con le quali aumentare il contrasto alla violenza di contro le donne. Sul nostro territorio, il lavoro decennale dell'associazione me.dea, ha reso gradualmente possibile, attraverso il suo lavoro di sensibilizzazione e di dare voce alla violenza dentro le relazioni intime, il riflettere concretamente sull' offrire anche agli uomini uno spazio di ascolto e di elaborazione, o rielaborazione, dei temi connessi alla violenza.

A chi si rivolge?
Si rivolge a uomini protagonisti di atti di violenza nei confronti delle donne e che desiderino interrogarsi, valutare i propri comportamenti ed eventualmente rivolgere una domanda di aiuto finalizzato al cambiamento. È importante considerare come atto di violenza non solo quella fisica, ma anche quella verbale oltre tutti quegli atteggiamenti che opprimono la figura femminile. Inoltre la violenza non deve necessariamente essersi già concretizzata in azioni, coloro che ritengono di dover essere aiutati ed accompagnati in percorsi di carattere preventivo sono ben accolti.

Quanto è innovativo questo progetto rispetto al panorama regionale e nazionale?
È difficile parlare di innovazione su questo tema. I soggetti che, sul territorio nazionale, si occupano di uomini violenti sono ancora pochi, pur essendoci già delle esperienze efficaci da diversi anni. La Regione Piemonte ha permesso, attraverso il bando, l’avvio di nuove esperienze permettendone la continua interazione tra loro, grazie a diversi tavoli di coordinamento. La particolarità della nostra esperienza è data dalla partecipazione di un soggetto pubblico (Ufficio di Esecuzione Penale Esterna UEPE ) alla rete dei partner, riconoscendo quindi il bisogno espresso dal Territorio circa il tema in oggetto.

Quante persone lo frequentano attualmente?
Il progetto ha avuto una lunga fase di avvio in cui ci si è concentrati sulla formazione specifica del gruppo di lavoro e sulla conoscenza approfondita delle esperienze già avviate (come Torino e Pisa). Ad oggi parecchie telefonate sono arrivate allo sportello e alcuni accessi diretti. Di questi alcuni hanno proseguito il percorso di sostegno nel lungo periodo. Gli accessi sono avvenuti sia presso lo sportello che ha sede nella cooperativa, sia presso gli uffici dell' UEPE.

Si tratta di incontri individuali o di gruppo? Come vengono gestiti?
Esiste uno sportello settimanale con libero accesso presso la sede della Coompany & SCS in Via Orfanelle 25, il mercoledì dalle 12 alle 14, ed uno mensile presso gli uffici del UEPE rivolto a uomini inseriti in percorsi giudiziari. Entrambi gli sportelli sono gestiti dagli operatori, formati specificatamente, della cooperativa. Nei casi in cui gli operatori dello sportello rilevino una motivazione al cambiamento profonda, il percorso prevede uno step successivo gestito dal centro GAPP, finalizzato ad un percorso breve di trattamento di tipo individuale o di gruppo.

Da chi è composta l’equipe di lavoro e quali sono le prime sensazioni di contatto con l’utenza?
L’equipe di lavoro direttamente impegnata con gli uomini è composta da 2 educatori professionali, un mediatore culturale ed uno psicologo psicoterapeuta. Esiste un gruppo di coordinamento allargato composto dai referenti di tutti i soggetti coinvolti.
Il contatto con gli uomini è difficile da generalizzare, poiché pur concentrandosi sul fenomeno della violenza di genere ogni persona porta la sua storia, le sue esperienze, i suoi bisogni.
Lavorare con uomini violenti non è facile, mette in gioco molte domande interne, chiede una grande professionalità in termini di neutralità e obiettività, ascolto empatico e accoglienza del dolore. Ma in noi esiste una componente fondamentale, che emerge chiara in ogni nostra presa in carico, ogni volta cioè che un uomo entra nella stanza per chiedere aiuto, il desiderio di prendersene cura.

Per informazioni e contatti:
LO SPORTELLO ALTEREGO
0131/481443
OGNI MERCOLEDI' DALLE 12 ALLE 14
IN VIA ORFANELLE 25 - ALESSANDRIA
1/10/2018
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