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Lettere al direttore

Una sinistra oltre al personalismo e all’antagonismo? Si può fare

Queste sono le principali categorie che guidano la percezione pubblica e il sostegno ai progetti politici e i principali nodi irrisolti che caratterizzano il modo stesso in cui la politica è vissuta
LETTERE AL DIRETTORE - Gentile Direttore,

La politica italiana ed in particolare il mondo progressista ce la farà a superare il personalismo e l’antagonismo? Queste, infatti, sono le principali categorie che guidano la percezione pubblica ed il sostegno ai progetti politici e i principali nodi irrisolti che caratterizzano il modo stesso in cui la politica è vissuta. In particolare queste categorie sono particolarmente cogenti alla “sinistra”. Un'analisi etnografica dei commenti, delle frasi e delle impressioni di chi è avvicinato per strada durante un gazebo per esprimere un interessamento alle attività promosse sul territorio dagli attivisti di un partito progressista, suggerisce queste conclusioni.

Posti di fronte a scegliere un partito e a giustificare la ragione di una decisione, emerge come la scelta sia comunemente motivata dalla presenza all’interno del partito di particolari protagonisti della vita politica nazionale e locale. Più saltuaria, è l’indicazione di particolari ragioni di carattere ideale ovvero di azioni politiche intraprese dal partito. Il dato ci suggerisce come si sia radicata una percezione prevalentemente personalistica della politica che si lega ad un abbandono diffuso della militanza politica ed una fruizione passiva e massmediatica della stessa. L’identificazione del partito con il portavoce mediatico è, quindi, consolidata e si riflette in un approccio distaccato, spesso guidato da motivazioni emozionali, facilmente riconducibile ad un modello di supporto prossimo a quello del tifo calcistico. Questo tipo di approccio non si limita alle persone esterne ai partiti, ma si può riscontrare anche tra i militanti dei partiti stessi, segno di un più diffuso sentire.

Laddove ancora in un recente passato, nei partiti di area progressista l’opinione pubblica riconosceva principalmente un ruolo di attore nel raggiungimento di particolari diritti sociali e civili, ovvero all'adozione di particolari discipline legate all'uso delle risorse e del territorio, alla vita economica o lavorativa, nel presente il sostegno a tali partiti è articolato principalmente in senso antagonistico rispetto alla possibilità dell’affermazione di altre realtà politiche (il polo Berlusconi-Meloni-Salvini, e il Movimento 5 stelle). In questo senso, si conferma come l’identità percepita delle realtà progressiste sia unicamente delineata in relazione ad un'entità esterna, nemica e altra, reiterando ed accentua i modi propri dell’anti-berlusconismo sviluppatosi nell’ultimo venticinquennio.

Volendo delineare i rischi di un modello politico organizzato sul personalismo e l’antagonismo, si nota come esso corrisponda ad un’organizzazione legata a singoli uomini e gruppi di sodali e basata sull’utilizzo arbitrale del consenso. Questo modello gestionale sposta l’attenzione sul sentimento sull’approccio emozionale al mondo, piuttosto che ad un approccio razionale e all’elaborazione ideale necessaria per l’articolare di un’agenda politica autonoma. Le priorità rischiano di svilupparsi, infatti, di riflesso sulla base della presenza di un nemico esterno, puntualmente identificato.

Se personalismo e antagonismo governano la percezione pubblica non possono essere ignorate dai soggetti politici che devono adattarvi la loro comunicazione ed azione in qualche misura al fine di rispondervi. D’altro canto il lineare sviluppo sottoposto a tali categoria evidenzia una complessiva insostenibilità e debolezza del soggetto politico.

La palla, quindi, è ai partiti sperando nella capacità e nella volontà di tutti di voler qualcosa di diverso dal mero anti-berlusconismo, dal viscerale renzismo, o dal gretto interesse personale del singolo. Guardando alle dinamiche interne ad uno di queste realtà politiche sono confidente che questa positiva alterità sia possibile.
16/01/2018
Michele F. Fontefrancesco - redazione@alessandrianews.it
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