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Lettere al direttore

Tassa di soggiorno

Al Signor Ministro del Turismo
Al Signor Ministro alla Sanità
Al Presidente della Regione Piemonte
All’Assessore al Turismo della Regione Piemonte
All’Assessore alla Sanità della Regione Piemonte
Al Presidente dell’Amministrazione Provinciale
All’Assessore Provinciale al Turismo
Al Presidente dell’ANCOT
Al Presidente della FederTerme
Al Presidente di FederAlberghi
Ai Centri Termali



Applicazione della Tassa di Soggiorno esclusivamente ai turisti non curandi


Considerato che la tassa di Soggiorno, soppressa nel 1993, e ripristinata nelle pieghe dell’attuale finanziaria dovrebbe rispondere, da una parte ai gravi problemi di cassa del nostro paese nelle sue varie rappresentazioni, dall’altra un nuovo balzello su un comparto, come quello termale, già di per sé colpito dalla crisi, in maniera più pesante, è indispensabile tracciare una linea di delimitazione chiara e inequivocabile tra curando termale, come previsto dalla legge 833/78 e seguenti, 1992, e semplice turista.
Mentre il curando termale è soggetto alla normativa del Servizio Sanitario Nazionale che prevede una serie di prestazioni riferite ad un elenco ben preciso di patologie, un ciclo di cure all’anno (malattia, come ferie pagate ), e anche un ticket come contributo alla prestazione sanitaria, il turista è un soggetto che per piacere, cultura, passatempo intende viaggiare, visitare, vedere le bellezze naturali, artistiche per cui gode di una serie di servizi pubblici, oggi anche privati, che hanno un costo di mantenimento, per cui viene richiesto allo stesso un contributo di partecipazione alle spese in proporzione al livello della struttura utilizzata (il numero di stelle dell’Hotel) e alla lunghezza della permanenza (giorni ) in quella località.
Per questi motivi si richiede di adottare un provvedimento che in modo inequivocabile distingua il curando dal turista . Ciò non per sottrarsi alla discrezionalità di un eventuale provvedimento di adozione della Tassa di Soggiorno, che le città d’arte, di mare, di montagna hanno o avranno introdotto(come ha proposto la Regione Piemonte in via sperimentale per alcune realtà della Provincia di Cuneo) ma per precisare che il curando, che è un malato a tutti gli effetti o utilizza le Terme come cure preventive (anche ciò è previsto dal SSN) è un soggetto che non può e non deve essere colpito da un ulteriore balzello oltre già i previsti ticket. A nessuno verrà l’idea di applicare una Tassa di Soggiorno ad un ricoverato all’Ospedale per una appendicite, solo perché proviene da una altra città o da una altra Regione.
Questo provvedimento (le SL stabiliranno quale e come) servirà ad alleggerire definitivamente (senza ulteriori equivoci) gli albergatori di quelle realtà Termali che vivono di una economia quasi esclusivamente di questo comparto, che oggi patisce più di altri il grave momento dell’economia mondiale, non solo nazionale. Siamo certi che qualcuno affermerà che questo è l’uovo di Colombo e la materia è già chiarita dalle attuali leggi. Se così fosse non avrebbero significato e apparirebbero incomprensibili le riunioni presso l’Ancot e le dichiarazioni della FederTerme là dove si delibera di applicare la tassa di soggiorno, come consiglio-proposta, dove si protesta come fosse una disgrazia. Riteniamo che una identificazione (forse termine improprio) del soggetto che si muove per cure possa aiutare il comparto Termale e gli albergatori che dipendono da questo tipo di economia.
2/11/2011
Vittorio Ratto - Capogruppo Consigliare Lega Nord Acqui Terme
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