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Alessandria

Cittadella in degrado: abitazioni di fortuna, orti abusivi e illegalità

Intenti a trovare una terza via per entrare ci siamo imbattuti in alcune inquietanti scoperte: per qualcuno la fortezza è diventata una vera e propria casa per la notte, c'è chi ci ha fatto l'orto, e chi la utilizza come magazzino per attività illegali. Intanto con i droni abbiamo ripreso i tetti, devastati dall'ailanto...
ALESSANDRIA - Per qualcuno forse non sarà poi quella grande novità, ma è impossibile non fermarsi a riflettere collettivamente su quanto stia avvenendo in Cittadella, una fortezza così grande da poter ospitare al proprio interno situazioni pericolose e illegali, che avvengono lontane dai percorsi normalmente battuti dai visitatori. In questo nuovo reportage vi sveliamo alcune delle inquitanti scoperte che abbiamo fatto mentre cercavamo un ingresso alternativo ai due più conosciuti (quello principale e la porta di soccorso). Il nostro obiettivo inizialmente è stato quello di immaginare dove sarebbero potuti passare i visitatori nel periodo di chiusura per i lavori al ponte Meier, ma ciò che abbiamo trovato è andato ben più in là rispetto alle nostre aspettative. 

Andiamo con ordine: sapete che per entrare nel fossato della Cittadella, aggirando il primo cancello quando è chiuso, esiste un passaggio facilmente accessibile e sempre aperto? Per raggiungerlo basta prendere questa piccola strada sterrata, da via Giordano Bruno.
 

L'ingresso si presenta così.


E questo è quello che vediamo se, di fronte al sentiero, volgiamo lo sguardo dietro di noi. Forza dunque, è tempo di entrare...


A "bloccare" l'ingresso c'è una semplice catenella, che noi troviamo già scostata.


Esisterebbe anche questa sbarra, ma è aperta. 


Ci incamminiamo e iniziamo la scopera di una parte della Cittadella che pochi conoscono, lontana dai percorsi abitualmente battuti dai turisti e lontano dalla piazza d'armi e dalle strutture principali. 


Dopo un breve percorso (alcune decine di metri) eccoci già all'interno del fossato della fortezza. Siamo passati indisturbati, e potremmo farlo anche quando la Cittadella, ufficialmente, si trova chiusa. 


Iniziamo a guardarci intorno. La struttura è immensa, con tantissimi passaggi fra i bastioni. Ne imbocchiamo uno, avventurandoci fra l'erba alta. Qui difficilmente passa qualcuno a controllare... 


Poche centinaia di metri e scorgiamo lungo il nostro sentiero improvvisato, sulla destra, una delle piccole strutture dedicate un tempo ad accogliere le guardie, o per stipare materiali. La porta è sfondata e diamo un'occhiata all'interno. 


Fra immondizia e degrado, ci accorgiamo immediatamente che c'è chi ha deciso di vivere qui. Possibile? 


Troviamo un materasso...


Vestiti, scarpe e panni stesi. Insomma, ci sono pochi dubbi sul fatto che la struttura sia abitata. Cosa potrebbe succedere se qualcuno si sentisse male qui? Chi mai lo troverebbe? Le condizioni igieniche sono ovviamente pessime. 



Proseguiamo la nostra esplorazione e poco dopo, procedendo a zonzo lungo il fossato, ci imbattiamo in un piccolo orto.


C'è un bidone improvvisato per l'irrigazione, ci sono piante di zucchine, zucche, pomodori, melanzane: il tutto misto a rifiuti abbandonati, anche di tipo industriale... 


 
 
 
Proseguiamo ancora. E' impressionante verificare come, nella sua immensità, forse nessuno conosca davvero in questo momento tutto ciò che la Cittadella contiene. Abbastanza spesso troviamo passaggi agevoli da seguire che ci porterebbero più in alto. Chissà, forse esiste anche la possibilità, seguendo una di queste vie, di aggirare anche la seconda cinta di fortificazioni e giungere direttamente nel cuore della fortezza. A questo punto, non ci sentiamo di escludere nulla. 
 
 
Dopo un altro po' di cammino, nascosta nella vegetazione, troviamo un'altra costruzione. La porta è accostata, ma basta un po' di pressione con la mano per aprirla. Ciò che troviamo all'interno ci lascerà di stucco. Chi la utilizza come deposito non ha sentito neppure la necessità di mettere un lucchetto. Chi mai verrebbe a controllare qui? Evidentemente nessuno... 


Fra i mattoni antichi e le strutture malconce di quello che dovrebbe essere un vanto per la città e per l'Italia troviamo un vero e proprio magazzino di pezzi d'auto, taniche di olio e benzina, parti di macchine sventrate e "attrezzi da lavoro". 



C'è anche la parte posteriore di un'Audi, con ancora la targa attaccata. Da dove proveniene? Possiamo solamente immaginarlo... sicuramente con una fortificazione del Settecento c'entra poco. 



 
Preferiamo lasciare presto questo locale perché non ci sentiamo al sicuro. Cosa potrebbe succedere se trovassimo ora chi ha lasciato qui tutto questo? Possibile che in Cittadella chiunque possa entrare, lasciare cià che vuole indisturbato, e utilizzarla per i propri traffici? Pare proprio di sì... 


Scegliamo di concludere qui il nostro tour, ma ben consapevoli che gli spazi da esplorare sarebbero immensi. Fra i tantissimi bastioni, dove l'erba è più alta, si aprono chissà quante occasioni per nascondere più o meno di tutto, con la ragionevole certezza che probabilmente non sarà trovato. 


Vecchi accessi, ormai coperti dall'erba e dalle ortiche, portano un po' ovunque. Basta avere delle scarpe chiuse, dei calzoni lunghi, e si possono raggiugere anche le zone più alte, che non abbiamo esplorato. 

 

Mentre la politica (di ogni colore) da decenni non trova soluzioni convincenti per rilanciare questa struttura, è evidente che ci sia chi ha deciso di organizzarsi in proprio per farla fruttare, magari come magazzino di attività illecite. E' deprimente pensare che c'è chi abita lì, fra sporcizia e solitudine. Perché non riprendere l'idea degli orti, che sembra funzionare così bene, per concederne una parte a chi ha bisogno di un po' di terreno? In fondo sarebbe un buon modo per rendere l'area dei fossati più vissuta, dissuadere i malintenzionati a farne il proprio magazzino e renderebbe più produttive anche le aree che oggi sembrano completamente abbandonate a loro stesse

La verità è che la Cittadella sta rischiando di perdere la propria battaglia, su tutti i fronti. Mentre i bandi vanno deserti, e ancora oggi non si conosce il futuro che attendere la struttura, l'ailanto e le altre piante infestano i tetti e i muri, esponendo le caserme a infliltrazioni quando piove e minandole dall'interno. E' un disastro se si pensa a quanto valga una fortezza di queste dimensioni, quanto sia apprezzata in Europa e come probabilmente saprebbero valorizzarla altrove. 

Ecco una nostra ripresa dall'alto, realizzata insieme ai piloti esperti di Drone Genova. Nonostante tutti i buchi sui tetti, ben visibili dal video, resta lo spettacolo di una struttura che merita ben altro destino. 

20/07/2015
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