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Novi Ligure

Toksoz tornatevene a casa: protesta dei lavoratori Pernigotti alla fiera di Rimini

"Toksoz go home", Toksoz tornatevene a casa. Ieri la protesta dei lavoratori Pernigotti si è spostata a Rimini, al Salone del gelato, dove l'azienda ha allestito un grande stand nonostante la decisione di vendere la divisione che si occupa dei prodotti per gelateria
RIMINI – «Toksoz go home», Toksoz tornatevene a casa. Ieri la protesta dei lavoratori Pernigotti si è spostata a Rimini, al Sigep, il salone italiano della gelateria e della pasticceria. Lì, nella più importante fiera nazionale di settore, l’azienda aveva allestito come ogni anno un grande stand promozionale, nonostante la decisione di vendere proprio la divisione I&P, quella che si occupa dei prodotti per gelateria e pasticceria, fino a non molto tempo fa fiore all’occhiello della Pernigotti.

Una cinquantina di lavoratori sono partiti di buon’ora da Novi Ligure con un pullman e arrivati a Rimini hanno srotolato gli striscioni davanti all’ingresso del centro fieristico, intonando cori e spiegando ai visitatori cosa sta succedendo nella fabbrica di viale Rimembranza: produzioni trasferite all’estero, ipotesi di terziarizzazione e rischio concreto che la Pernigotti cessi di fatto di esistere, rimanendo solo un marchio senza nulla dietro. Insomma, rimarrebbe poco di italiano nei prodotti presentati nello stand con il marchio che dal 1860 contraddistingue cioccolato e torrone novese.

La manifestazione come sempre è stata pacifica e senza eccessi: quando sono entrati dentro il salone, la rappresentanza di operai e lavoratori interinali l’ha fatto senza i propri “simboli”, come gli smanicati bianchi e i cappellini con il logo dell’azienda. «Gli abbiamo fatto una bella sorpresa», ha commentato Tiziano Crocco, segretario provinciale della Uila-Uil che ha accompagnato i lavoratori a Rimini e che sta seguendo la vertenza Pernigotti dall’inizio. Qualche imbarazzo tra il personale addetto allo stand ma anche qualche commosso incontro con alcuni colleghi (ormai ex) passati ad altre aziende del settore e incontrati a Rimini.

«È stato importante far sentire la nostra voce alle tante persone che sono arrivate ieri al Sigep», ha detto Luca Patelli, uno degli operai. I lavoratori hanno anche incontrato il senatore M5s Marco Croatti, che li ha accompagnati dentro il Salone. Yonny Chaves gli ha regalato uno dei tricolori autografati simbolo della protesta. A Croatti «abbiamo ricordato l’incontro del 5 febbraio a Roma e gli abbiamo chiesto di attivarsi affinché il tavolo si svolga non al ministero del Lavoro, ma a quello dello Sviluppo economico, con la presenza del vicepremier Luigi Di Maio», ha affermato Crocco. Un cambio di sede che non sarebbe solo simbolico (in entrambi i casi il ministro di riferimento sarebbe Di Maio): i sindacati puntano a discutere non solo di cassa integrazione, ma di rilancio dell’azienda.
22/01/2019
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