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Politica

Regione: approvato l’esercizio provvisorio del bilancio 2012 e il Piano triennale per l’istruzione

Con l’esercizio provvisorio gli stanziamenti contemplati nella previsione di bilancio possono essere impegnati nei limiti di un dodicesimo al mese. Il Piano per l’istruzione definisce le priorità e le linee di sviluppo delle azioni in materia di diritto allo studio e le risorse economiche per farvi fronte
L’Assemblea regionale di Palazzo Lascaris ha autorizzato a maggioranza (34 voti favorevoli e 16 non votanti), l’esercizio provvisorio del bilancio sino al 30 aprile 2012 (limite massimo previsto per statuto).
L’opposizione nella discussione del provvedimento ha lamentato “la mancanza di regia politica di questa maggioranza priva di una guida. Volevate approvare il piano socio-sanitario e non ci siete riusciti, e così volevate approvare il bilancio in tre quattro giorni ma non è proponibile”. “A gennaio ci ritroveremo tutte le problematiche: avremo l’ingorgo dell’assestamento, del bilancio e della riforma della sanità, tutto da approvare”. “Quasi tutte le Regioni hanno approvato o stanno approvando il bilancio entro il 31 dicembre”.
Gli interventi della maggioranza hanno difeso sostanzialmente l’operato della Giunta regionale ricordando che “se si avesse voluto farlo si poteva approvare il bilancio entro il 31 dicembre. L’allora opposizione di centrodestra, nel 2009, rinunciando totalmente alla discussione nel merito, rinviata all’anno successivo data la gravità del momento, lo permise alla maggioranza di centrosinistra”. “Siamo reduci da quattro manovre statali che hanno più volte modificato i trasferimenti regionali, un problema strutturale che ci ha molto penalizzato”. “Volevamo approvare prima la riforma sanitaria perché i suoi interventi di razionalizzazione ci avrebbero consentito un grande recupero di risorse”.
Con l’approvazione dell’esercizio provvisorio, gli stanziamenti contemplati nella previsione di bilancio presentata dall’Esecutivo regionale possono, in questo modo, essere impegnati nei limiti di un dodicesimo al mese.
Restano salve le spese obbligatorie, le spese per interventi collegati alle calamità naturali, gli oneri per la tutela dell’incolumità pubblica, le spese per la copertura di contratti già stipulati e per i trasferimenti necessari alla sanità.
Vengono anche previste le risorse per garantire la copertura finanziaria 2011 di Asl e Aso con 60 milioni di euro prelevati dai capitoli della presidenza della Giunta regionale.

Il Consiglio regionale ha anche approvato, con i 33 voti favorevoli della sola maggioranza, la delibera del Consiglio regionale che dà attuazione al Piano triennale per l’istruzione per gli anni 2012-2014, predisposto dalla Giunta regionale. Respinto invece l’ordine del giorno collegato presentato dai consiglieri Gianna Pentenero, Mino Taricco, Rocchino Muliere, Wilmer Ronzani (Pd), Andrea Stara (Uniti per Bresso), Eleonora Artesio (FdS).
L’assessore regionale all’istruzione, Alberto Cirio, ha illustrato le principali novità del Piano: “Cambiano i limiti della dichiarazione Isee necessari per accedere ai contributi per gli assegni di studio, è stata introdotta una nuova fascia fino a 10 mila euro di reddito Isee ed è stata istituita una fascia massima fino a 40 mila euro. All’interno della Conferenza per il diritto allo studio è stato avviato il monitoraggio per verificare le ricadute reali del piano. A causa dell’incertezza di bilancio non sono indicate le risorse, ma c’è accordo per intervenire entro fine gennaio non appena avremo la certezza dei fondi disponibili”.
In favore del piano è intervenuto Giampiero Leo (Pdl) che ha messo in risalto l’introduzione delle nuove fasce Isee “un provvedimento che favorisce le famiglie con i redditi più bassi che devono essere privilegiate. Inoltre viene superato il sistema di riferimento alla spesa storica e sono introdotti nuovi criteri che garantiscono una maggiore equità nell’erogazione dei contributi”.
Sulla mancata indicazione delle cifre stanziate per attuare il Piano triennale dell’istruzione sono intervenuti Aldo Reschigna e Gianna Pentenero (Pd). Quest’ultima ha dichiarato: “Questo provvedimento è soltanto una presa in giro perché indica tante cose da fare ma non i soldi per farle. La legge 28 del 2007 prevede che vengano indicate chiaramente le risorse economiche per far fronte”.
In generale il Piano triennale per l’istruzione definisce le priorità e le linee di sviluppo delle azioni in materia di diritto allo studio, le risorse economiche per farvi fronte ed i relativi criteri di ripartizione fra gli enti locali; le modalità per l’attribuzione degli assegni di studio di cui all’articolo 12 della legge, le fasce di reddito per accedervi, i relativi criteri e le risorse economiche destinate, differenziate per le tipologie di intervento definite dall’articolo 12, comma 2 della legge; i criteri e le risorse economiche per l’attribuzione delle borse di studio di cui all’articolo 11 della legge e le relative fasce di reddito per averne accesso; i criteri e le risorse economiche per l’attribuzione dei benefici di cui all’articolo. 10 e le relative fasce di reddito per averne accesso; le modalità per la presentazione dei progetti per l’attuazione degli interventi per migliorare i livelli di qualità dell’offerta formativa ed educativa; gli interventi di edilizia scolastica e i criteri e le modalità per la realizzazione di ogni altro intervento previsto dalla legge.
30/12/2011
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